Anno 2004

Cerca in PdD


Logistica, le etichette intelligenti a radio frequenze

Saverio Zuccotti, 4 giugno 2004

Funzionari del Pentagono hanno recentemente dichiarato che le Forze armate degli Stati Uniti hanno speso nel corso degli ultimi dieci anni qualcosa come 100 milioni di dollari per l'aggiornamento e la razionalizzazione dell'apparato logistico mediante l'utilizzo di sistemi RFID (Radio Frequency Identification), etichette intelligenti a radio frequenze. Si tratta di una tecnologia emergente che consente, in sostanza, di trasmettere a distanza i dati contenuti nel dispositivo quando questo viene interrogato da un apposito lettore.

Per avere un'idea delle potenzialità di questo sistema è sufficiente dare una scorsa agli standard oggi previsti. La norma ISO 10374 prevede l'utilizzo di trasmettitori attivi che, grazie a una batteria con una durata di 15 anni, possono inviare dati fino a 13 metri di distanza. In taluni settori si è arrivati a distanze di lettura dell'ordine dei 30 metri, ma l'obiettivo è quello di integrare questi dispositivi con una rete di comunicazioni come quella cellulare per avere una tracciabilità continua delle merci senza limiti di spazio.

Ma quali sono le informazioni che queste etichette contengono? Un po' di tutto, da un identificativo che sostituisce un normale codice a barre fino ad arrivare alle caratteristiche delle merci o alla distinta di carico di un container. E' chiaro che il primo campo di applicazione è proprio quello dei contenitori, ma viste le prospettive l'interesse è generalizzato. Il colosso della distribuzione Wal-Mart, ad esempio, ha imposto ai propri fornitori l'applicazione di smart tag su tutti gli imballaggi entro il 2005.

Dai supermercati alle Forze armate il passo è breve, e le regole della logistica sono uguali per tutti. Per questo motivo il Pentagono ha avviato proprio con la catena Wal-Mart una collaborazione per condividere le esperienze maturate e lavorare congiuntamente sugli standard. La gestione di un regolare afflusso di rifornimenti è evidentemente una questione prioritaria per le Forze armate americane. Nel 1991, al termine della prima guerra del Golfo, forti quantità di materiali risultarono inutilizzate a causa di un'errata distribuzione sul campo. Allo stesso modo, le recenti campagne di Afghanistan e Iraq hanno visto i militari americani spesso a corto di munizioni, carburante e acqua.

La tendenza verso operazioni sempre più rapide non fa che rafforzare la necessità di una gestione dinamica del campo di battaglia. Diventa quindi di fondamentale importanza conoscere in ogni momento quello di cui si dispone, dove si trova il materiale e cosa viene effettivamente utilizzato. In altre parole, disporre di un inventario aggiornato in tempo reale diventa un vero e proprio moltiplicatore di forze. Nell'operazione Iraqi Freedom si è tuttavia assistito al paradosso per cui i militari, con gli RFID, erano addestrati a sfruttare tecnologie che invece la dottrina ancora ignorava. Ciò, ovviamente, ha vanificato almeno in parte gli sforzi fatti.

Il prossimo passo coinciderà con l'introduzione di RFID passivi. Mancando della batteria, questi vengono alimentati da un campo elettrico generato a distanza dal lettore e ricevuto tramite un'antenna. Il prezzo di questi dispositivi? Meno di un dollaro l'uno. Costo e miniaturizzazione, in definitiva, sono le ragioni che stanno alla base dello sviluppo delle smart tag. Il Pentagono ha già fissato per il 2005 la deadline per una gestione integrata del sistema logistico tramite RFID, portando quindi a compimento una rivoluzione che coinvolgerà anche tutti i fornitori delle Forze armate. Per queste aziende si stima che ci dovrebbe essere un ritorno dell'investimento fatto entro cinque anni.

FAI CLICK SU QUESTO LINK ED ESPRIMI LE TUE IDEE NEL FORUM