Anno 2004

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Pakistan, alla Marina i P-3C Orion USA

Saverio Zuccotti, 13 agosto 2004

La Marina pakistana si è recentemente attivata per ricevere direttamente dalla US Navy pattugliatori marittima a lungo raggio P-3C Orion e diverso altro materiale con lo scopo di svecchiare almeno in parte quanto in dotazione per ridurne le spese di mantenimento.

Ammiragli di Islamabad sono già rientrati da un viaggio di dieci giorni negli Stati Uniti in cui dovrebbero essere stati presi accordi tecnici preliminari. Sul versante politico, invece, la questione è nelle mani del Senato americano che sta valutando l'opportunità di procedere con tali cessioni.

Questo passaggio parlamentare negli Stati Uniti provocherà inevitabilmente un ritardo nelle acquisizioni, ma i vertici della Marina pakistana fanno osservare che non vi è motivo per prendere decisioni affrettate. Nel frattempo, infatti, si verificherà attentamente l'offerta per valutare il rispetto dei requisiti operativi.

Questa presunta pausa di riflessione da parte pakistana ha tutta l'aria di essere in realtà un'attesa rassegnata dei tempi e delle procedure del Senato USA, dal momento che l'iniziativa e l'individuazione dei mezzi richiesti nascono proprio dall'iniziativa di Islamabad.

Dal punto di vista tecnico, poi, l'opzione per i P-3C americani non ha alternative. La componente dei pattugliatori marittimi è stata una delle più penalizzate dalla fine della guerra fredda, sicché oggi per trovare velivoli in surplus con un qualche significativo residuo di vita operativa occorre per forza di cose bussare in casa statunitense.

Sia il P-3 Orion americano che l'europeo Atlantic sono nati nella seconda metà degli anni Cinquanta per sostituire i vecchi P-2 Neptune statunitensi. Nonostante la proposta della francese Breguet si fosse allora aggiudicata l'apposito programma della NATO, il successo dell'Orion nel corso degli anni è stato di ben altre dimensioni, tant'è che l'ultimo velivolo è uscito dalle linee di produzione solo nel 1990.

Il tentativo francese di rilanciare la sfida con l'Atlantic 2 non è mai andato oltre la commessa delle forze armate francesi, e comunque giova ricordare che a suo tempo anche il Pakistan fu cliente dell'Atlantic 1, acquistato di seconda mano in tre esemplari direttamente dalla Francia.

Il fatto che si sia data priorità agli aerei da pattugliamento marittimo la dice lunga anche sulle attuali esigenze della Marina pakistana. Evidentemente la sicurezza delle frontiere marittime di fronte ai rischi di infiltrazione, fuga o transito di cellule di Al Qaeda giustifica nuovi investimenti. A meno che, ovviamente, le nuove filosofie di utilizzo di questi utilissimi aerei da pattugliamento siano sacrificate alla più tradizionale caccia dei sottomarini indiani.

Una valutazione sommaria può essere fatta anche sotto il profilo politico. Da come la trattativa è stata impostata, si direbbe che la richiesta pakistana sia stata tacitamente ricondotta da ambo le parti a una sorta di distribuzione di dividendi in seguito all'impegno di Islamabad nella lotta al terrorismo, soprattutto in campo navale.

In secondo luogo, essa può anche essere vista come una prima ricaduta dell'attribuzione al Pakistan dello status di principale alleato non NATO degli Stati Uniti. Tra l'altro, durante il loro recente incontro in America, il capo di stato maggiore della Marina pakistana e il capo delle operazioni della US Navy hanno avuto modo di consultarsi sulle modalità di cooperazione tra le due Marine, ora ufficialmente alleate.

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