Anno 2004

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Italia-USA, ammodernamento dei sistemi IFF

Saverio Zuccotti, 19 agosto 2004

Lontana dal clamore e dalla notorietà che sempre avvolgono i principali programmi di ammodernamento delle forze armate, la NATO ha recentemente avviato due importanti iniziative per arrivare ad un upgrade sostanziale dei suoi sistemi elettronici in tema di comando e controllo del traffico aereo e di identificatori amici/nemici, questi ultimi più conosciuti sotto l'acronimo IFF.

La scorsa settimana è stato reso noto che l'azienda Sensis Corporation si è aggiudicata un contratto per realizzare l'ammodernamento dei radar a media potenza assieme ad una interfaccia che ne renda possibile l'utilizzo in ambito ACC (Air Command and Control System). L'intento è quello di arrivare quanto prima a una piena integrazione nella gestione degli spazi aerei tra le nazioni europee della NATO. Peraltro, questo intervento mira in parte anche a soddisfare obiettivi minimi per il mantenimento della operatività di questi radar, la cui installazione risale agli anni Settanta.

Il programma in questione dovrebbe iniziare dai siti localizzati in Italia e in Belgio, mentre con il 2006 dovrebbero venire interessati ulteriori 20 radar di vario tipo comunque riconducibili all'ACCS. Tale progetto fa capo all'ACSI (Air Command Systems International), formato nel dicembre 1996 e con sede a Parigi, il quale ha come compiti: la gestione del programma con i relativi contratti, l'ingegnerizzazione del sistema, l'acquisizione dell'hardware, l'integrazione, i test, la qualità e il supporto logistico.

Nel progetto di ammodernamento dei sistemi IFF l'Italia è invece coinvolta a pieno titolo in qualità di partner degli Stati Uniti. Per questo motivo, il program manager capitano Pete Riester è recentemente volato a Roma per fare un punto della situazione sul programma PMA-213, relativo ai sistemi di identificazione da combattimento e di controllo del traffico aereo. In particolare, la US Navy ha una collaborazione con il nostro ministero della Difesa e con l'Aeronautica militare per l'upgrade degli IFF installati sugli aerei alleati.

Il programma, nato nel 1995, ha individuato nel sistema MARK XIIA Mode 5 il sostituto dell'omonimo Mode 4, vecchio ormai di quaranta anni e su cui si basano gli attuali IFF. L'ultimo nato è accreditato ovviamente di migliori prestazioni nell'identificazione sicura e cooperativa delle piattaforme amiche, usando tecniche avanzate in fatto di modulazione, codifica e tecniche crittografiche. I primi test hanno già dimostrato un salto di qualità delle performance in un ambiente multipath, diminuendo inoltre le interferenze con i sistemi di controllo del traffico aereo. I transponder, installati su navi ed aerei, saranno digitali e strutturati con architettura aperta.

Il calendario e le modalità di sperimentazione sono già state stabilite. In ottobre tecnici della marina americana giungeranno a L'Aquila per una prima sessione, mentre nel prossimo giugno saranno gli italiani a recarsi negli USA per completare i test avanzati. Se oggi l'Aeronautica militare italiana e la US Navy possiedono gli unici due prototipi esistenti, si spera di avviare all'operatività il sistema nel 2007.

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