Anno 2004

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Le nuove navi americane e le fregate italo-francesi

Saverio Zuccotti, 17 dicembre 2004

Il 2004 è stato l'anno in cui il programma italo-francese per le fregate di nuova generazione è entrato nella sua fase conclusiva. E' stata annunciata, infatti, in via ufficiale la prossima costruzione di 27 di queste navi, diciassette delle quali destinate alla Marine nationale d'oltralpe e dieci - la classe Rinascimento - alla nostra Marina militare. Ma il 2004 è stato anche l'anno in cui sono state definiti i progetti finalisti per il flight 0 delle future Littoral Combat Ship (Lcs) statunitensi.

Può allora essere interessante abbozzare un'analisi comparata dei due programmi. Questo non tanto per concentrarsi sulle relative differenze tecniche, quanto piuttosto per cogliere la diversa evoluzione, in America e in Europa, di quella che era la componente di scorta delle forze navali.

La scomparsa dagli oceani della minaccia sovietica aveva colto in uno stato di surplus numerico solamente la Us Navy, pienamente lanciata verso il reaganiano obiettivo delle 600 navi. Gli alleati europei, invece, mantenevano flotte dimensionate soprattutto sulla tutela degli incomprimibili interessi nazionali e che quindi poco o nulla concedevano alle visioni mahaniane della guerra navale (fuori dalle citazioni accademiche, la suddetta teoria si basa sullo scontro di poderose armate navali per il controllo dei mari).

In Europa, generalmente, la linea delle fregate venne sollevata dall'incombenza di cacciare i sottomarini sovietici per essere spremuta in nuovi e altrettanto gravosi compiti. Quando le varie classi di navi hanno cominciato ad avviarsi al termine della loro vita operativa, sono state progettate nuove unità che - come le precedenti - fossero in grado di fare un po' di tutto.

Negli Stati Uniti, al contrario, l'intrinseca vocazione tuttofare della componente delle fregate ne ha portato all'abbandono soprattutto sul piano concettuale: l'eccesso di capacità, garantito dal segmento superiore della flotta (incrociatori e caccia), non lasciava spazio alle utilitarie del mare. La loro fine rappresenta però anche il rovescio della medaglia: messe in vendita a prezzi di realizzo e con ancora tutta una vita davanti, hanno fatto la felicità delle Marine europee meno abbienti.

Nel vecchio continente, tuttavia, anche le Marine più ricche non se la passano poi tanto bene. In tutte vale il comandamento un po' contadino di non buttare via nulla: le prime esperienze del programma alleato per le fregate Nfr-90 (abortito precocemente) si sono immancabilmente trasformate nelle ceneri da cui è sorto il progetto italo-francese Orizzonte. Le ricadute di quest'ultimo già sono state diligentemente reimpiegate dai due paesi per le fregate di nuova generazione. Saggio modo di capitalizzare e sfruttare le capacità acquisite, senza dubbio, ma anche sintomo che in il concetto di nave combattente è rimasto fermo per molti aspetti agli anni Ottanta.

Quello che è mancato è un momento di rottura. Negli Usa si è appurato che doveva sopravvivere unicamente il concetto di nave come piattaforma per il sistema Aegis, e nessun altro. Quando si è deciso di dare agli incrociatori e ai caccia del futuro (CG-21 e DD-21) una serie di sorelle minori per rioccupare il segmento lasciato libero dalle fregate, lo si è fatto su basi dottrinali completamente nuove. Il programma Littoral Combat Ship nasce quindi su requisiti per certi versi sbalorditivi.

È facile osservare che le Lcs non costituiranno la flotta combattente propriamente detta ma la andranno a integrare in ambienti operativi del tutto particolari. Chiaramente in Europa non è pensabile di schierare apposite linee dedicate agli scenari littoral, tanto meno se il concetto che ne sta alla base è così ardito da svincolarsi quasi completamente dal normale quadro operativo di una squadra navale.

Le Marine europee hanno risorse così esigue da dovere spalmare tutte le capacità sulla più ampia gamma possibile di unità. In parole povere, da noi non è certo possibile costruire navi combattenti che non siano dotate di sistemi di sorveglianza aerea tipo Empar o simili, mentre invece negli Stati Uniti le Lcs non saranno dotate del sistema Aegis.

Da questo punto di vista il paragone per le Lcs è più calzante se fatto con la categoria delle corvette e dei pattugliatori di squadra. In entrambi i casi è sensato parlare di "seconde linee", ma la sostenibilità del confronto non va oltre questa etichetta. Le prestazioni che caratterizzeranno le Lcs potrebbero in realtà essere utilissime a bordo delle fregate europee.

Le Littoral Combat Ship saranno infatti in grado di svolgere un ampio spettro di missioni: MIO (Maritime Interdiction Operations), ASuW (contrasto anti-nave), ASW (lotta antisommergibile), MCM (guerra di mine), ISR (Intelligence, Surveillance and Recoinassance) e altre ancora.

E le porteranno a termine avvalendosi di un considerevole valore aggiunto. Innanzitutto tecnico, visto che le specifiche per le Lcs hanno come obiettivo minimo i 40 nodi e una serie di requisiti ambiziosi per quanto riguarda la modularità, l'autonomia, la sopravvivenza eccetera. Le unità agiranno in ottica "Network centric", fungendo anche da piattaforma di riferimento per mezzi non pilotati.

Senza nulla concedere a facili entusiasmi o gratuite polemiche, occorre rimarcare comunque che le oggettive limitazioni delle Marine europee si accompagnano a un tradizionalismo talvolta eccessivo. Alcune soluzioni esplorate negli Stati Uniti o in Gran Bretagna (ad esempio, l'uso di scafi a trimarano) potrebbero dimostrarsi anche moltiplicatori di capacità. A onor del vero, tuttavia, va detto che il programma delle 27 fregate italo-francesi di nuova generazione è in anticipo di qualche anno rispetto alla piena applicabilità di talune scelte tecniche.

Prova ne sia l'indecisione britannica per la scelta dello scafo da adottare sulle future fregate del programma Fsc: l'ipotesi del trimarano potrebbe anche venire abbandonata a favore di una variante di quello dei caccia Type 45. Ancora: nonostante gli ottimistici studi iniziali, non sarà possibile soddisfare tutti i requisiti delle Lcs nello stesso tempo, ma a seconda degli impieghi si dovranno sacrificare alcune prestazioni a beneficio di altre.

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