![]() |
| Anno 2005 | |
|
|
Giorni fa un servizio giornalistico di Rainews24 e le conferme di vari giornalisti “embedded” hanno creato un pandemonio mediatico tra l’Iraq, gli Usa e l’Italia. Oggetto del contendere, le prove dell'uso indiscriminato da parte dei soldati americani di un’arma chimica durante la battaglia di Falluja. Nel servizio erano evidenziati anche segni di torture su dei corpi, verosimilmente di civili iracheni. Dopo poche ore dalla messe in onda del servizio, sono partite le smentite dell'ambasciata americana a Roma, del Pentagono e dell'esercito statunitense presente in Iraq.
Il servizio è autentico e le vittime sono reali, sostiene Rainews24. Non solo, l'esercito Usa ha nascosto le prove dell'impiego di armi chimiche al mondo. Per gli americani il servizio è di parte, le immagini potrebbero essere state girate ovunque, i segni delle torture sui civili non accusano automaticamente i soldati statunitensi. In più, il fosforo bianco non è un'arma chimica, è un illuminante, al massimo un fumogeno ed è assolutamente legale. Parte una diatriba tra esperti, per chiarire se il fosforo bianco sia o meno vietato dalla convenzione di Ginevra. Gli esperti americani sostengono che il fosforo bianco e il suo uso non sono vietati da nessuna convenzione. Altri sostengono il contrario. Nel frattempo il Pentagono ammette: "Lo abbiamo utilizzato come arma incendiaria contro combattenti nemici". E ancora: "Il fosforo bianco è un'arma convenzionale. Non si tratta di un'arma chimica", dice il colonnello Barry Venable portavoce militare statunitense. "Non è illegale. Noi la usiamo soprattutto come un agente oscurante, per cortine fumogene o per illuminare gli obiettivi" (Fonte: Rainews24, Tgcom). Il fosforo bianco è conosciuto con il nickname di Willy Pete (da White Phosphorus) tra le forze armate Usa. Willy Pete è usato per illuminare una zona durante la notte, per cortine fumogene che devono mascherare movimenti di truppe e come elemento incendiario. Con quest’ultimo scopo è impiegato con successo soprattutto contro veicoli, depositi di carburante e di munizioni. Può essere usato anche come segnalatore di obiettivi da colpire, per i bombardieri o gli elicotteri d’assalto. Di solito è disperso nell'ambiente da munizioni esplosive, oppure brilla da proietti a caduta ritardata. E’ stato molto usato nella seconda guerra mondiale e lo è tuttora, non solo all'interno di segnalatori luminosi ma anche all'interno delle bombe a mano e dei proiettili traccianti. La maggior parte delle munizioni che utilizzano fosforo bianco sono sparate da mortai, razzi e cannoni. L'insostituibilità del fosforo bianco in quanto componente per le armi descritte è dovuta alle sue caratteristiche incendiarie. Al contatto con l'aria brucia a temperature che si aggirano intorno ai 2.500 gradi, con una fiamma gialla e fumo intenso. Brucia, anche se privato dell'ossigeno atmosferico, provoca dolorose ustioni chimiche tipiche che arrivano in profondità grazie all'alta solubilità nei grassi. In pratica, essere colpiti da questo agente diventa un incubo. Questa sostanza quando incandescente, colpisce il corpo umano, non può essere toccata, non può essere spenta, può essere solo tagliata via insieme alla pelle, preferibilmente dentro l'acqua. Le ferite provocate dal fosforo bianco sono, di solito, curate come primo soccorso con soluzione salina o con solfato di rame. A prescindere dalla pericolosità e dalla drammaticità delle ferite da fosforo bianco, il problema si aggira intorno alla legittimità dell'uso di munizioni Willy Pete contro il nemico. Gli americani e molti specialisti civili di questioni militari sostengono l'assoluta liceità dell'uso del fosforo bianco. Affermano che non è vietato da nessun trattato di cui gli Stati Uniti sono firmatari, tantomeno dalla Convenzione sulle armi chimiche del 1997. Un’altra questione è se sia stato impiegato contro civili inermi o solo contro gli insorgenti. Gli osservatori civili e militari sono unanimi a dichiarare che Falluja era stata dichiarata obiettivo legittimo, in quanto le forze armate americane avevano avvisato la popolazione civile di uscire dalla città, in vista della battaglia che si andava preparando contro le forze ostili. Ci fu anche una polemica su questo fatto, perché grazie all’ultimatum degli americani, un gran numero di combattenti e di terroristi fuggirono insieme ai civili. Almeno su questo punto la visione delle cose è chiara, i civili erano stati avvisati della battaglia imminente e chi è rimasto lo ha fatto a proprio rischio, è altresì vero che, in Iraq, la differenza tra civile e insorgente o terrorista non si nota dalla divisa, visto che gli unici che ne portano una, sono i militari della coalizione e quelli iracheni. Rimane il problema dell’arma chimica. Il Fosforo bianco è un’arma chimica? L'americanismo e l'antiamericanismo si confrontano sulle definizioni. “Un'arma chimica è quella che sfrutta un processo chimico per causare danni agli esseri viventi”. Questa è la definizione che è usata per indicare il fosforo bianco come arma chimica, vietata dalle convenzioni internazionali. Secondo questa definizione, piuttosto estensiva, una gran varietà d’armi dovrebbero essere considerate armi chimiche, comprese le bombe molotov, le quali appunto, utilizzano la miscelazione di due o più composti chimici, per provocare una reazione chimica: la combustione. In realtà la Convenzione sulle armi chimiche, all'articolo 2 dedicato a “definizioni e criteri” parla di “necessaria tossicità dei composti chimici”. Non è perciò tanto la reazione chimica (esplosione, incendio ecc.) che si provoca, quanto la capacità d’essere tossico che fa di un composto, un’arma chimica. Al comma 3 dell'articolo 2 si specifica cosa vuol dire prodotto chimico tossico: “Ogni prodotto chimico che attraverso la sua azione chimica sui processi vitali può causare la morte, la temporanea incapacità o un danno permanente agli uomini e agli animali”. Alla luce di queste definizioni legali, il fosforo bianco non può essere considerato un'arma chimica. Anzi, lo è più il CS (Orto-cloro-benzal malonitrile), il gas lacrimogeno usato dalle polizie di tutto il mondo. Anche se il CS fa molto meno male. Il fosforo bianco e un'arma infame, soprattutto per chi ne saggia il potere infiammante. Non lascia scampo e provoca una morte più che dolorosa e nel migliore dei casi (anche se parlando di fosforo bianco non esiste un migliore dei casi) le ferite sono profonde, dolorose e deturpanti. Tuttavia un missile Hellfire, un Harpoon, il Camillino o un Aspide non sono armi gentili. La chiamano “guerra”, quella che uccide con una pallottola, una bomba, un colpo di mortaio o per le bruciature di un ordigno incendiante. Si potrebbe filosofeggiare sul significato di guerra e sulla discriminazione tra una guerra giusta o una guerra sbagliata. Accade spesso che coloro i quali sostengono gli Stati Uniti parlino di guerra giusta, mentre gli altri di guerra ingiusta e illegale. Sul forum di Pagine di Difesa, un partecipante sostiene che “le guerre giuste sono quelle di liberazione”. A posto allora: “Gli americani stanno facendo una guerra giusta perché hanno liberato gli iracheni dal regime di Saddam Hussein”. Anzi no, contrordine: “Gli iracheni stanno facendo una guerra giusta perché stanno liberando l’Iraq dalla occupazione americana”. Alla fine, sul fosforo bianco, come sulla guerra, si sono scontrati, gli americanisti e gli antiamericanisti, tentando di modellare i fatti a seconda del messaggio politico che intendevano dare alle notizie. Ha ragione al Zawairi, il numero due di al-Qaeda, quando dice che “metà di questa guerra si combatte in televisione”.
|