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| Anno 2005 | |
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Dopo le ultime elezioni tenute in Iran, che hanno visto vincitore con il 62 per cento di voti l'ultra conservatore Mahmoud Ahmadinejad, la situazione politico-economica sta velocemente cambiando. Il neopresidente ha affermato di voler inserire nel suo programma di governo l'arricchimento dell'uranio per scopi civili. Si tratterebbe di costruire alcune centrali nucleari per soddisfare la richiesta di energia elettrica da parte dell'Iran stesso e degli Stati vicini, mossa vincente per le casse dell'Iran.
La dichiarazione del presidente Mahmoud Ahmadinejad ha destato preoccupazione nella comunità internazionale e ha indotto gli analisti a configurare nuovi scenari. Un altro segnale ha impensierito gli studiosi di economia: il presidente iraniano sta organizzando diversi incontri con i leader degli Stati confinanti. L'agenzia Irna riporta di un incontro tra il primo ministro ucraino e funzionari iraniani. Questi in un comunicato congiunto hanno annunciato un accordo di cooperazione Iran-Ucraina per la gestione dell'industria del petrolio e di un progetto congiunto per la costruzione di 140 aerei e l'ammodernamento dell'industria aerospaziale. Sabato 5 luglio si è tenuto ad Astana (capitale del Kazakistan) il quinto summit della Shanghai Cooperation Organization (Sco), al quale hanno partecipato i leader di Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e nel ruolo di osservatori il ministro degli Esteri indiano e il primo ministro del Pakistan. Nel summit (fonte Asianews) si è discusso di una cooperazione militare ed economica e di lotta congiunta al terrorismo di tutti gli Stati membri. Anche l'Iran ha chiesto di entrare a far parte della Sco. Sicuramente questa decisione del governo iraniano potrà offrire agli Stati appartenenti alla organizzazione la possibilità di approvvigionamento a nuove fonti energetiche, quali energia elettrica - dopo la costruzione delle centrali nucleari iraniane - e prodotti dell'industria petrolifera. Utilizzare e ampliare gli oleodotti caucasici che trasportano il greggio attraverso la Russia, completare l'oleodotto nei pressi del Passo di Alataw e creare un gasdotto tra questi Stati porterebbe grandi vantaggi all'economia asiatica. L'agenzia di Stato dell'Azerbaigian (Azar Press) ha diffuso la notizia che l'Iran ha richiesto un incontro con funzionari azeri a Teheran nel mese di settembre per discutere l'eventualità di costruire un raccordo che unisca l'oleodotto azero a quello iraniano. Inoltre, è in programma un altro incontro per discutere i termini su una cooperazione economica tra Iran e Pakistan. Gli eventi citati inducono a ipotizzare che il greggio estratto in Iran, potrebbe non essere più destinato al mercato occidentale, ma diventare un'esclusiva dei paesi appartenenti alla Sco. Con Pechino e Mosca in testa, gli Stati della Sco si aggiudicherebbero una fetta della produzione mondiale dell'oro nero, portando in Asia stabilità e allo stesso tempo competitività con l'Occidente. Assicurarsi la produzione di greggio proveniente dall'Iran, creerebbe nuovi rapporti diplomatici con i paesi musulmani e rifornirebbe di energia Pechino e tutti gli Stati aderenti alla Sco. Nell'area potrebbero vedersi presto importanti cambiamenti. Anche l'India ha bisogno del greggio iraniano e per farlo arrivare in India si dovrebbe attraversare il Pakistan. Nuovi accordi economici dovrebbero quindi essere stipulati tra questi Stati e i vecchi attriti dovrebbero essere appianati. La diplomazia avrebbe un grande lavoro da svolgere. Tutto questo potrebbe avere ripercussioni sulle borse mondiali. L'Oriente si prenderebbe una rivincita sull'Occidente. La Cina e gli Stati appartenenti alla Sco avrebbero garantita energia per le fabbriche e derivati del petrolio per i trasporti. Il prezzo del greggio potrebbe subire un ulteriore aumento e provocare una crisi alla economia occidentale.
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