Anno 2005

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Joint Raid 2005, incursori e fucilieri dell'aria in azione

Carlo Ferri, 24 maggio 2005

Un tempo pessimo ha tenuto a battesimo la prima uscita ufficiale delle due nuove unità dell'Aeronautica militare: il reparto incursori e il battaglione fucilieri dell'aria. L'esercitazione dimostrativa Joint Raid 2005 programmata per il giorno 17 maggio sulla base di Furbara (presso Cerveteri) alla presenza delle autorità di vertice militari e civili aveva il fine di valutare le capacità operative sin qui acquisite dai due reparti e il livello di cooperazione fra loro e con le forze aerotattiche dell'arma azzurra.

L'evento addestrativo era incentrato su una ipotesi operativa che prevedeva la liberazione, da parte di unità delle forze speciali, di nostri connazionali tenuti in ostaggio in territorio ostile. Le avverse condizioni meteorologiche hanno purtroppo impedito l'integrale svolgimento dell'esercitazione, annullando o limitando l'impiego di velivoli ed elicotteri.

L'esercitazione è iniziata con l'aviolancio da velivolo G-222 e dalla quota di 3.000 piedi di un nucleo di incursori che avevano il compito, una volta giunti a terra, di provvedere alla designazione e illuminazione laser di obiettivi sensibili terrestri. Acquisiti gli obiettivi, questi venivano neutralizzati dall'intervento di velivoli Tornado e Amx penetrati a bassissima quota che simulavano la sgancio di munizionamento a guida laser Gbu16. Gli Amx eseguivano anche il lancio di "flares" per simulare la protezione dall'eventuale ingaggio da parte di missili contraerei spalleggiabili a guida IR.

All'azione dei velivoli tattici seguiva l'intervento degli incursori e dei fucilieri dell'aria che raggiungevano l'obiettivo a bordo di due elicotteri HH-3F. Per primi scendevano dall'elicottero, con modalità "fast-rope", i fucilieri dell'aria che provvedevano alla cinturazione dell'obiettivo. Assicurata la protezione a terra, era la volta degli incursori discendere dal secondo elicottero per eseguire l'azione sull'obiettivo, costituito da un fabbricato in muratura. Gli elicotteri HH-3F del 15° stormo Csar di Pratica di Mare erano in configurazione armata, ovvero con le tre armi Minimi posizionate come da standard ai portelli laterali e alla rampa di carico posteriore tenuta parzialmente aperta.

Senza soluzione di continuità all'elisbarco seguiva la fase di avvicinamento e irruzione nel fabbricato dove erano detenuti gli ostaggi. Intensa l'azione di fuoco a salve con Minimi, Beretta 70/90 Scp ed Heckler & Koch MP5, quest'ultima classica arma delle forze speciali, che precedeva la liberazione degli ostaggi, portati all'esterno e messi in sicurezza. Contemporaneamente un velivolo da trasporto C-130J della 46^ brigata aerea effettuava uno spettacolare atterraggio d'assalto sulla corta striscia erbosa di Furbara, sbarcando un nucleo di fucilieri dell'aria che su automezzi VM-90 raggiungeva rapidamente l'area dell'obiettivo assaltato dagli incursori.

Qui i fucilieri, sotto la copertura e protezione degli incursori, provvedevano a imbarcare su un VM-90 gli ostaggi liberati e a evacuarli mediante aerosgombero sul C-130J che decollava rapidamente. In fase di atterraggio, di permanenza a terra e di decollo, il velivolo era protetto da una postazione di arma automatica posizionata sull'oblò sopra la cabina di pilotaggio, una tecnica che in tempi moderni sembrava scomparsa e che ci riporta alla mente le postazioni difensive dei bombardieri del tempo di guerra. L'azione si concludeva con l'esfiltrazione degli incursori che si reimbarcavano, con copertura assicurata dagli aerosoccorritori-armieri di bordo, sugli HH-3F che si allontanavano con rotta di scampo a quota radente.

Terminata la fase addestrativa vera e propria, l'esercitazione si concludeva con un aviolancio dimostrativo interforze di paracadutisti delle forze speciali: Col Moschin, Gis, Comsubin e Incursori Ami. Con loro scendevano anche i vessili con le insegne del proprio reparto. Il sipario finale, come consueto in Aeronautica, era rappresentato dai passaggi in parata a bassa quota dei velivoli protagonisti dell'esercitazione. Passaggi chiusi da una spettacolare entrata bassa di un Tornado con post-bruciatore inserito.

In sintesi una bella dimostrazione delle capacità al momento raggiunte da questi due nuovi reparti che completeranno ed integreranno le capacità di proiezione e presenza dell'Aeronautica militare nelle diverse missioni che la vedono impegnata all'estero. Encomiabile infine il fatto che l'Aeronautica abbia voluto varare questa esercitazione dimostrativa per fare conoscere sul campo alle autorità civili e militari e ai media le sue nuove realtà operative. Il reparto incursori, comandato dal colonnello pilota Bruno Romanini e alle dipendenze del comando squadra aerea, è stato costituito il 1° marzo 2003 presso la base di Furbara che ospita, oltre al distaccamento aeroportuale, il Centro di sopravvivenza e aerosoccorso dell'Aeronautica militare.

Il reparto incursori è l'assetto di forze speciali dell'Aeronautica militare, i cui primari compiti saranno il combat Sar (Search and Rescue, ricerca e recupero di piloti-equipaggi abbattuti dietro le linee nemiche), il Fac (Forward Air Control) e il Cct (Combat Control Team) con attività di acquisizione e designazione obiettivi per l'utilizzo di armi a guida laser dei velivoli Ami. L'addestramento del personale è comunque ad ampio spettro e volto a dare una preparazione a 360° nel campo delle forze speciali. Pur nell'impegnativa fase iniziale di costituzione, il reparto incursori ha già partecipato a importanti esercitazioni quali le Ama 2003 a Goose Bay (Canada), Spring Flag 2004 a Decimomannu, Falco 2004 a Torre Nebbia, Volcanex-Dapex 04 in Spagna.

Il reparto incursori può considerarsi erede di due gloriosi reparti della Regia aeronautica, quali il battaglione Adra (Arditi Distruttori Regia Aeronautica), costituito nel 1943 per azioni di sabotaggio contro installazioni aeronautiche nemiche, e il 1° battaglione paracadutisti, costituito a Tarquinia nel 1942 per la progettata azione su Malta e che invece combatté eroicamente in Tunisia all'epilogo della guerra in Africa settentrionale.

Nel solco della tradizione e dell'identità peculiare delle forze speciali, il reparto incursori ha voluto connotarsi e distinguersi visibilmente adottando un caratteristico basco color sabbia che, se richiama immediatamente alle mente il famoso copricapo del Sas (Special Air Service) britannico, l'elite dei corpi speciali mondiali, si riallaccia anche storicamente e tradizionalmente al basco kaki che i 308 parà azzurri del 1° battaglione paracadutisti della Regia aeronautica, comandato dal tenente colonnello Edvino Dalmas, ardito della grande guerra, portarono con onore sul fronte tunisino, in particolare nel duro combattimento di Djebel Abiod, a sud-ovest di Biserta, del 17 novembre 1942, dove il reparto subì perdite di circa cento fra caduti, dispersi e feriti.

Il battaglione fucilieri dell'aria è invece inquadrato nel 16° stormo, reparto protezione delle forze, costituito il 25 maggio 2004 sulla base di Martinafranca, Taranto, e comandato dal tenente colonnello Ettore Ciniglio Appiani.

Il 16° Stormo è un assetto di supporto operativo proiettabile Sto-Fp (Survive To Operate - Force Protection). Compito principale del battaglione fucilieri dell'aria è quello di assicurare la difesa esterna delle installazioni e assetti dell'Ami nelle missioni fuori area nonché condurre azioni di riconquista di aree e di installazioni cadute in mani avversarie. La prima uscita addestrativa del battaglione è stata la partecipazione lo scorso anno all'esercitazione Volcanex-Dapex 04 organizzata in Spagna dall'European Air Group (Eag).

Il battaglione fucilieri dell'aria può considerarsi erede del battaglione Loreto della Regia aeronautica, costituito nel 1942 per l'occupazione di aeroporti nemici e organizzazione della loro difesa, oltre che della costituzione dei primi servizi necessari al riattamento e funzionamento della struttura. Anche il battaglione Loreto fu impegnato con valore negli ultimi combattimenti in Tunisia del 1943.

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