Anno 2005

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Croazia, la fiducia al presidente Mesic

Stefano Frantz, 4 febbraio 2005

La Croazia ha ridato fiducia al presidente Mesic. Il recente ballottaggio ha visto Stipe Mesic - presentato come indipendente ma in realtà sostenuto da tutti i partiti dell'opposizione di sinistra - trionfare con il 66% dei voti sulla sfidante Jadranka Kosor, vice-premier e candidata della Comunità Democratica Croata (Hdz) del primo ministro Ivo Sanader.

Il risultato era annunciato: cinque anni fa il paese usciva da un decennio di guerra e dal nazionalismo del defunto Franjo Tudjiman e del suo Hdz. Nel corso del suo primo mandato Mesic ha mantenuto quanto promesso ai suoi elettori: il ripristino di un assetto democratico nel paese e un avvicinamento all'Unione europea in vista di un futuro ingresso in essa. E nelle recenti elezioni i croati lo hanno premiato. Sarà lui, da sempre il più acceso sostenitore di un rapido avvicinamento e ingresso nella Ue, a guidare i negoziati per l'adesione a partire dal prossimo 17 marzo.

Ultimo presidente della federazione jugoslava, Mesic ha vissuto in politica da sempre. Grazie alla sua profonda conoscenza del teatro dei Balcani ha stabilito le priorità del suo nuovo mandato, a cominciare dal rispetto dei diritti umani, dalla collaborazione con il tribunale penale dell'Aja e dalla riconciliazione con la Serbia. Clamore ha suscitato la promessa fatta alcuni mesi fa al presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi: organizzare in tempi brevi in Istria un incontro italo-sloveno-croato per chiudere in modo simbolico le tensioni e le controversie scaturite nell'area istriana e dalmata al termine del secondo conflitto mondiale.

A tale proposito il presidente dell'Unione Italiana a Fiume, Maurizio Tremul, afferma: "La comunità italiana in Croazia giudica in termini molto positivi il primo mandato del presidente Mesic e la sua rielezione. Fin dagli inizi del suo incarico Mesic ha avuto un rapporto cordiale e concreto con la nostra minoranza, e ci sono stati contatti importanti e costruttivi. In particolare, in occasione della visita di stato del presidente Ciampi, Mesic lo ha accompagnato nelle significative visite alle città di Fiume, Rovigno e Pola, dove il capo dello Stato italiano ha inaugurato la nuova scuola media superiore italiana Alighieri".

Tremul aggiunge: "La ferma intenzione di Mesic di organizzare in primavera a Brioni l'incontro con i governi italiano e sloveno per la questione istriano-dalmata è il segno evidente del cambiare dei tempi. La comunità italiana è testimone e direttamente interessata a questi cambiamenti. È mia convinzione che non si possa e non si debba cancellare la storia. Ma la storia, che è testimone anche di drammi e di lotte tra uomo e uomo, deve rimanere agli storici. Se Francia e Germania, per esempio, sono state capaci di mettere da parte le tragedie e i momenti storici in cui si sono fronteggiate, anche per i nostri popoli e questa terra è giunto il momento di aprire una nuova fase".

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