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Tra le azioni più deprecabili che un essere umano può commettere, l'offesa a un defunto è quella che si colloca tra le peggiori, soprattutto se seguita dalla profanazione della sepoltura con il disprezzo assoluto delle spoglie mortali di colui che un tempo visse. Tutte le religioni attribuiscono al defunto assoluto rispetto e noi cristiani in particolar modo con riti e celebrazioni che la nostra tradizione cattolica romana impone nel modo che ben conosciamo.
Ciò non è avvenuto però in Somalia dove martedì 18 gennaio bande locali hanno completamente distrutto il famoso cimitero italiano di Mogadiscio con la giustificazione che non potevano accettare cimiteri che non fossero islamici. Raccapriccianti sono le testimonianze di un reporter della Bbc inglese (l'unica a dare questa notizia) che racconta di aver visto tombe divelte, cappelle e lapidi distrutte, i resti mortali di centinaia di nostri defunti sparsi nel terreno adiacente e una parte depositati in un luogo vicino all'aeroporto. Secondo questo testimone vi erano perfino dei bambini che giocavano con le ossa che raccoglievano da terra. Una visione apocalittica e rivoltante. E' da ricordare che il cimitero in questione venne completamente ristrutturato dalle nostre truppe durante la missione di pace a metà anni '90. Le scuse del governo Somalo non si sono fatte attendere, compresa la dichiarazione di sdegno del nostro governo per questo vile atto di profanazione che non può non creare in noi italiani un senso di profonda tristezza e rabbia, considerati i legami che uniscono i nostri due paesi . Molti italiani hanno parenti e amici sepolti in quel cimitero, nostri connazionali che scelsero di vivere e morire in quella terra che amavano quanto la loro Patria. La Somalia fu una nostra colonia e anche dopo il secondo conflitto mondiale gli italiani rimasero in quel paese, sostenuti anche dall'aiuto della Madre Patria che per molti anni contribuì economicamente allo sviluppo di quella terra oltre che per la formazione della sua nuova classe dirigente. Ci auguriamo che i responsabili della vile profanazione vengano assicurati alla giustizia dalle autorità competenti, ma tutti noi sappiamo che ora in Somalia non esistono autorità di polizia e soprattutto non esiste certezza di giustizia. Siamo vicini alle famiglie colpite da questa aggressione e grati per quanto i nostri emigranti hanno fatto in terra somala e nel mondo, dando sempre prova di volontà, coraggio, intraprendenza e soprattutto di rispetto nei confronti delle tradizioni e delle leggi dei paesi ospitanti. Nell'apprendere dalla Bbc la notizia della profanazione, mi sono venute alla mente alcune parole di Tacito che bene riassumono lo stato d'animo di molti italiani innanzi a questa ingiustizia che mai potrà essere perdonata: "Conviene alle donne di piangere, ma agli uomini di ricordare". |