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| Anno 2005 | |
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La Nato sta per decidere di affidare a vigilantes privati la protezione di una sorta di accademia militare in allestimento alla periferia di Baghdad in cui verranno addestrati ufficiali delle forze di sicurezza irachene. Lo si è appreso al quartier generale della Nato a Bruxelles dove si sottolinea che l'uso di società di sicurezza private è assai diffuso in Iraq e che la protezione per gli addestratori militari Nato sarà temporanea, giusto il tempo di completare gli alloggi per le forze di sicurezza dell'Alleanza atlantica.
"Ci sono discussioni in seno al Consiglio", ha precisato una fonte informata sui lavori del Consiglio atlantico della Nato, il massimo organo decisionale dell'Alleanza, "per vedere una soluzione interinale per garantire la protezione delle forze della Nato e potrebbe essere una società privata, ma solo come soluzione temporanea, solo per quest'anno". Una decisione su questa "soluzione pragmatica" come viene definita la quartier generale e' data per imminente. Sebbene appaia singolare che la piu' potente alleanza militare del mondo ricorra a vigilantes privati per proteggere i propri istruttori, le fonti hanno ricordato che questo "e' il sistema che utilizza per il momento la coalizione internazionale" che ha la responsabilita' della protezione della missione di addestramento della Nato. "E' il sistema che usano americani, britannici e Ong", ha sottolineato una fonte che preferisce non essere citata. L'uso dei vigilantes dovrebbe iniziare ad agosto-settembre, quando e' prevista l'apertura del centro di formazione di Ar-Rustimayah, la cosiddetta "accademia". Sebbene siano stati trovate le due compagnie (una Usa e una ungherese) per proteggere la missione per i primi mesi di attivita' fuori dall'attuale ambito operativo nella green-zone, non ci sarebbe il posto per alloggiare queste forze presso l'accademia sita alla periferia della capitale. Questa la motivazione che viene fornita senza far riferimento alle difficolta' politiche che hanno preceduto il varo della missione di addestramento di ufficiali del nuovo esercito e delle forze di sicurezza in Iraq. La "Nato Training Implementation Mission in Iraq" (Ntim-I) era stata infatti varata al Vertice di Istanbul del luglio scorso dopo un braccio di ferro fra Usa e il blocco franco-tedesco. La "training mission" punta ad addestrare oltre mille ufficiali iracheni l'anno nella green zone ed in questa sorta di accademia da creare dopo l'estate alla periferia di Baghdad coordinando la formazione all'estero di altri 400-500 militari l'anno e la fornitura di equipaggiamento da parte dei Paesi Alleati. Fonte: Ansa
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