Anno 2005

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Cooperazione Italia-Albania nel settore della Sanità militare

Pagine di Difesa, 6 dicembre 2005

Tra i progetti che la Delegazione italiana esperti ha in atto a favore del ministero della Difesa albanese, ve n’è uno a supporto della Sanità militare con la fornitura di materiali e attrezzature elettromediche a potenziamento delle capacità operative dell’ospedale militare centrale universitario di Tirana nei settori della diagnostica, della degenza e dell’attività operatoria.

E’ terminato da qualche giorno presso la sala conferenze del Centro culturale delle forze armate albanesi, il seminario medico sulla organizzazione del Servizio sanitario militare, tenuto da ufficiali medici venuti per l’esigenza da Roma: il colonnello Mario Alberto Germani, il colonnello Giancarlo Gambale e il tenente colonnello Marco Gagni. Al seminario hanno partecipato medici e personale paramedico dell’ospedale militare di Tirana guidati dal colonnello Luan Nikollari.

Ma la cooperazione italiana, nella Sanità, non si ferma qui. Nel 2005 sono stati inviati presso Strutture Sanitarie Militari italiane alcuni Ufficiali medici albanesi per corsi di aggiornamento nei settori dell’Organizzazione Sanitaria, del Management ospedaliero, della Medicina preventiva e della Radiologia. Tale attività per altri settori, continuerà anche per il prossimo anno. Nei mesi scorsi sono stati ricoverati presso strutture sanitarie italiane 11 persone tra militari e loro familiari, tra i quali una bambina di 8 mesi affetta da un hemangioma al labbro inferiore. La bambina è stata operata al’ospedale Bambin Gesù di Roma e tra qualche giorno rientrerà in Albania.

Il generale Salvatore Gravante, capo della delegazione, ha affermato: “Questo è un progetto piccolo per le risorse finanziarie previste, ma dal significato incommensurabile e dai risultati eccezionali. Si cerca di incrementare la possibilità di avvio per cure o interventi specialistici in Italia nella convinzione che la salute è il bene primario che dobbiamo salvaguardare e che l’aiuto a chi è meno fortunato di noi è un dovere per tutti coloro che sono in grado di darlo”.

Fonte: Delegazione italiana esperti, Tirana

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