Anno 2005

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Sudan, il contingente italiano rientra in patria

Pagine di Difesa, 12 dicembre 2005

Il 10 dicembre si è tenuta la cerimonia di saluto al contingente italiano in Sudan. In tale ambito si è svolta anche la consegna delle medaglie Onu al personale italiano e norvegese della task force Leone. La cerimonia militare ha assunto un particolare significato per la presenza del Rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite, Jan Pronk che, nel suo discorso di saluto, ha elogiato il comportamento dei militari italiani con particolare riferimento ai difficili momenti dell’agosto scorso successivi alla morte del primo vice presidente, genenerale John Garang.

Il generale, leader indiscusso del Spla-M (Sudanese People Liberation Army-Movement), aveva guidato la popolazione del sud attraverso la lunga guerra civile durata piú di 20 anni e conclusasi nel gennaio scorso con la firma del ‘Comprehensive peace agreement’ a Nairobi. Vigilare sul rispetto di tale accordo è alla base della missione Unmis (United Nations Mission in Sudan).

Jan Pronk ha invitato, a conclusione del suo discorso, il contingente ruandese a proseguire “la strada che gli italiani hanno tracciato”. Alla cerimonia, oltre al comandante della forza, maggior generale Fazle Elahi Akbar, ha partecipato anche l’ambasciatore d’Italia in Sudan, Lorenzo Angeloni, con una rappresentanza del comando Onu e dell’ambasciata d’Italia.

Il contingente italiano, in Sudan dal 18 giugno scorso, inizierá le operazioni di rientro in patria a partire dalla prossima settimana, dopo il Toa (Transfer of authority) con il contingente Ruandese. Il contingente ha avuto il compito di fornire una forza di protezione delle infrastrutture e del quartier generale del comando a Khartoum e nelle vicinanze della capitale. I militari italiani si occupano della protezione delle strutture di comando politiche e delle singole personalità.

Fonte: Italfor Sudan

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