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| Anno 2005 | |
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Il primo cittadino di Herat, Mohammad Rafiq Mojaddadi, ha lasciato il capoluogo di provincia afgano alla volta di Verona, dove sarà ospite del sindaco della città scaligera, Paolo Zanotto. L’iniziativa si è concretizzata grazie al coordinamento del comando italiano di Herat e prevede la permanenza in Italia di Mojaddadi per una settimana, durante la quale incontrerà anche il prefetto e il presidente della Provincia di Verona, oltre che diverse rappresentanze delle realtà politiche, commerciali, industriali e sportive locali.
Il sindaco di Herat ha ringraziato dell’iniziativa sia il sindaco Zanotto sia il generale di brigata aerea Umberto Rossi (comandante del contingente italiano di Herat e coordinatore per la Nato nella regione occidentale dell’Afghanistan) per la possibilità offertagli di relazionarsi con questa nuova realtà e incrementare la cooperazione tra le parti. Herat è la città più importante dell’Afghanistan occidentale, poco distante dal confine con l’Iran, vanta un passato storicamente importante. Affonda le proprie radici ai tempi delle conquiste di Alessandro Magno, che sarebbe il fondatore della Cittadella, simbolo della città. Crocevia per il passaggio delle carovane che percorrevano la via della seta, la città ha attirato le attenzioni di tutti i grandi conquistatori, da Tamerlano a Gengis Khan. Nel XIV secolo ha raggiunto il suo massimo splendore, quando è stata protagonista di una importante rinascita culturale che le ha meritato l’appellativo di Firenze d’Oriente. Da marzo operano a Herat circa 450 militari italiani impiegati in tre diversi reparti: il Regional Area Coordinator West, il Provincial Reconstruction Team e la Forward Support Base. Fonte: Italfor Herat
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