Anno 2005

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L’ammiraglio Di Paola: occorre avere il coraggio di cambiare

Pagine di Difesa, 15 dicembre 2005

Il 14 dicembre 2005, il capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, ha chiuso i lavori del seminario su "Network Centric Warfare - Network Enabled Capability" organizzato a Roma dallo stato maggiore della Difesa, presso la Scuola trasporti e materiali dell’Esercito. Nel suo intervento, che ha seguito quello del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica ingegnere Carlo Guarguaglini, l’ammiraglio Di Paola ha ricordato che le forze armate sono oggi chiamate ad affrontare “una rivoluzione che sta provocando un rapido e profondo sconvolgimento degli scenari, del concetto di sicurezza e della natura delle operazioni militari”.

“Di fronte a questa rivoluzione – ha sottolineato l’ammiraglio - occorre avere il coraggio di cambiare in maniera rivoluzionaria il nostro approccio al concetto di sicurezza, le nostre strategie e i concetti operativi per attuarle: è necessario agire con un approccio integrato e olistico. Per le forze armate questo nuovo approccio al concetto di sicurezza si chiama trasformazione, intesa come rivoluzione concettuale innovativa che riguarda tutti i settori: organizzazione, struttura, capacità e concetti d’impiego dello strumento militare”.

L’ammiraglio Di Paola ha quindi aggiunto che se la risposta alle nuove sfide “si basa su multinazionalità, sinergia interdisciplinare, outreach, capacità di conseguire gli effetti desiderati, ne consegue che la trasformazione dello strumento militare dovrà poggiare sui pilastri quali: interoperabilità multinazionale e interdisciplinare; integrazione interforze; connotazione fortemente expeditionary; capacità di sfruttare l’informazione (information superiority); capacità di conseguire gli effetti desiderati. Questi pilastri - per sostenersi e per sostenere l’intero strumento militare - dovranno poggiare su una architettura net-centrica, quale sistema dei sistemi”.

Il capo di stato maggiore della Difesa ha poi chiarito uno degli aspetti centrali della rivoluzione in atto: “Lo sviluppo e l’attuazione di concetti net-centrici non rappresenta un ‘nice-to-have’ ma la condizione indispensabile per far sì che lo strumento militare continui a essere in grado di rispondere alle esigenze di sicurezza”. L’ammiraglio ha aggiunto: “Nel giro di pochi anni, questa nostra attuale capacità è destinata a degradare rapidamente, fino a essere pesantemente compromessa, se non saremo in grado di affrontare e reagire di fronte alla rivoluzione che abbiamo davanti a noi, coerentemente con quanto stanno facendo i partner e le strutture di sicurezza di cui siamo parte”.

L’ammiraglio ha concluso dicendo che “se l’azione multinazionale è destinata a rappresentare l’elemento concettuale di base per le nuove strategie significa che, a livello operativo, l’interoperabilità diviene una specie di interruttore on-off per abilitare la possibilità di partecipare a ogni intervento. Dunque lo sviluppo di concetti e di capacità net-centriche coerenti e integrabili a livello multinazionali diventa l’elemento abilitante per garantire l’operatività stessa dello strumento militare”.

Fonte: Stato Maggiore Difesa

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