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| Anno 2005 | |
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La Commissione parlamentare d'inchiesta ha puntato il dito accusatore: la base militare di Aviano è definita "un sito fortemente inquinato e inquinante". Questo l'esito della relazione resa nota dalla Commissione d'inchiesta parlamentare sui rifiuti, depositata presso la presidenza di entrambe le Camere del Parlamento nazionale.
Il documento si sofferma analiticamente sul sito su cui insiste la base militare, la cui esistenza risale addirittura alla prima guerra mondiale, ma che ha subito una svolta radicale con la cessione dell'aeroporto all'aviazione americana: "Esistono - afferma la Commissione - concreti pericoli di inquinamento, come denunciato anche da associazioni ambientaliste che hanno fornito dettagliate relazioni tecniche, adeguatamente documentate". La base Usa di Aviano, già al centro di giustificate polemiche in ordine a una presenza che da molti viene sentita come simbolo di un'occupazione ormai sessantennale della nostra nazione, assurge al nuovo ruolo di pericolo pubblico per tutto l'ambiente friulano. Una Regione, il Friuli Venezia Giulia, che si era dotata di strumenti legislativi per disciplinare lo smaltimento dei rifiuti già nel 1987 (legge regionale n. 3) e che aveva adeguato la propria normativa nel 1998 (legge regionale n. 13) al fine di allinearsi all'ordinamento nazionale e comunitario. "Da tutti gli interventi legislativi, leggi e decreti, predisposti dalla regione Friuli Venezia Giulia - si legge nei documenti della delegazione della Commissione parlamentare che si recò sul posto nel novembre 2002 - emerge una costante determinazione, trasferita agli esecutivi regionale, provinciali e comunali, di promuovere percorsi finalizzati alla tutela dell'ambiente". Tutto ciò del resto in concomitanza con una significativa crescita di sensibilità dell'opinione pubblica in merito ai problemi della tutela ambientale, dell'adozione di tecnologie e di metodologie industriali più rispettose per l'ambiente, di recupero delle zone inquinate; in un territorio nel quale la raccolta differenziata dei rifiuti si attesta intorno al 20 per cento con punte del 30-35 per cento in alcune aree. Ma se la Regione, gli Enti locali e la popolazione chiedono un ambiente più salubre, dalla base americana rispondono con il segreto militare della documentazione. Risultano - sempre secondo la Commissione parlamentare - almeno quattro siti che presentano abbandono di rifiuti di ogni tipo e si ipotizza l'esistenza di molti altri siti simili "che il comando militare ha gestito in modo più o meno incontrollato". Sono state inoltre riscontrate presenze di bromacile nella falda sotterranea, un diserbante non a caso utilizzato per le piste. L'impatto ambientale però non si esaurisce qui: la situazione è complicata anche dall'emissione di gas nell'atmosfera e dall'inquinamento acustico, legati al rilevante traffico aereo, dalla movimentazione e dallo stoccaggio di carburanti, solventi e altre sostanze pericolose, non ultimo il pericolo, più volte denunciato da molte associazioni, di presenza di armi nucleari. Nel 1998 venne anche divulgata una denuncia per elevate concentrazioni di radon rilevate nell'aria di Aviano: quali furono le conseguenze e le misure adottate? Questo lo scenario in un territorio ecologicamente fragile e che desta grande interesse: è evidente dunque che quanto avviene dentro la base interessa territorio e acque di tutto il bacino idrografico circostante. "La Regione e gli enti locali - conclude la relazione della Commissione parlamentare - auspicano che si intervenga con determinazione e con procedure straordinarie". Al governo, aggiungiamo noi, si chieda di intervenire direttamente al fine di esercitare tutti i diritti di uno Stato sovrano, non ultimo quello del rispetto per l'ambiente del suo territorio. Lo si faccia recuperando l'esercizio delle prerogative dello Stato, che non può ammettere - e che già troppo ha tollerato - l'esistenza di aree di fatto svincolate dal proprio controllo e indirizzo sul territorio nazionale. Per il rispetto dell'ambiente, per la sovranità - che nessuno può pensare di limitare - della nostra nazione. * Responsabile nazionale settore organizzazione Mis con Rauti
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