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| Anno 2005 | |
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La Convenzione di Ginevra sulla messa a bando delle armi chimiche, all’Articolo II definisce esattamente la tipologia delle “Chemical Weapons”, scendendo nel dettaglio e differenziando la tipologia delle sostanze e lo scopo a cui sono destinate, connotando con la massima precisione “l’Arma Chimica”. Sulla base di quanto scritto nella Convenzione, si può affermare che rientrano nella categoria tutti i prodotti chimici la cui tossicità e le cui proprietà intrinseche sono tali da produrre “effetti letali di massa” o anche sostanze che, pur non possedendo intrinsecamente caratteristiche letali esasperate, possono rappresentare un pericolo serio se impiegate indiscriminatamente.
Ciò premesso, per alcune sostanze chimiche - fra cui il fosforo bianco - è molto modesta la forbice che separa il lecito dal non lecito, in particolare se impiegato in maniera indiscriminata e su larga scala. Il fosforo bianco non è un elemento naturale, ma deriva dalla trasformazione di un fosfato trattenuto in alcuni tipi di rocce e anche presente nel corpo umano, dove è fondamentale per la regolazione del metabolismo. Il fosfato trasformato in fosforo è compatto come una sostanza cerosa. Se entra a contatto con l’aria brucia immediatamente, producendo picchi di temperatura di qualche migliaio di gradi e una violenta luce bianca. Non è solubile in acqua, per cui una volta acceso la combustione continua anche se la sostanza incendiata entra a contatto con il liquido. Esiste anche una versione del fosforo di colore rosso che, al contrario di quello bianco, non brucia spontaneamente, ma si incendia per impatto o sfregamento. Il calore generato all’atto della combustione e per tutta la durata della stessa è elevatissimo e tale da provocare l’incenerimento delle parti con cui entra in contatto e la disidratazione immediata di qualsiasi sostanza che contenga acqua. I vapori del fosforo bianco sono altamente tossici ed è accertato che producono la necrosi delle ossa della mascella, qualora siano inalati. Per uso civile il fosforo rappresenta una delle sostanze di base per la fabbricazione di fertilizzanti chimici e per quella di esplosivi utilizzati principalmente per lavori estrattivi o costruzioni stradali e ferroviarie. Per scopi militari, il fosforo bianco viene ormai da tempo impiegato, generalmente miscelato con sostanze flematizzanti, per la realizzazione di candelotti illuminanti, proiettili di medio e grosso calibro sempre illuminanti e per realizzare cortine fumogene a protezione delle truppe. All’atto dell’apertura meccanica o per esplosione del volume (proiettile, candelotto, bomba a mano, ecc.) che contiene il fosforo bianco, la massa prende fuoco e inizia a fondere repentinamente provocando la dispersione nell’ambiente di “gocce incandescenti”, che come cera liquefatta si attaccano sulle parti colpite seguitando a bruciare fino all’esaurimento. L’elevato calore provoca l’accensione di tutte le sostanze comburenti con cui entrano in contatto e quindi, di fatto, il munizionamento al fosforo bianco oltre ad essere illuminante ha anche una funzione prettamente incendiaria. Si tratta, quindi, di un materiale al limite fra quelle che possono essere armi chimiche o semplici artifizi illuminanti anche se incendiari. Un approccio puramente tecnico non consente di determinare a priori quale sia la connotazione più appropriata, anche se la conoscenza delle proprietà della sostanza suggerisce che sarebbe opportuno valutare con attenzione la “destinazione d’uso” del materiale bellico che utilizza fosforo bianco. Sicuramente un impiego corretto del materiale per illuminare il campo di battaglia o per nascondere le proprie truppe al nemico, esclude che possa essere catalogato come arma chimica. Se utilizzato in grandi quantità e con elevate concentrazioni, per le intrinseche proprietà tossiche e incendiarie può rientrare nella categoria delle “Chemical Weapons”. Ne consegue, quindi, che forse l’impiego del munizionamento al fosforo bianco dovrebbe essere regolato da norme specifiche che ne interdicano l’uso in caso si intenda saturare intere aree o se impiegato “come arma intelligente” ossia come una bomba di ultima generazione contro bunker o ambienti chiusi, anche se presidiati unicamente da militari. In sintesi, quindi, le armi caricate con il fosforo bianco, qualora utilizzate per scopi diversi dall’originaria “illuminazione del campo di battaglia o protezione fumogena delle truppe amiche”, hanno effetti tali da indurre a collocarle fra le armi a caricamento speciale, in particolare se utilizzate per saturare intere aree o contro obiettivi interrati e quindi con scarse vie di fuga.
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