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| Anno 2006 | |
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Onorevole Ministro della Difesa, Prof. Arturo Parisi,
sono un militare in congedo, prossimo agli 80 anni di età, che ha partecipato alla Resistenza, poi ha dedicato la sua vita alla difesa e sicurezza della Patria all’epoca della guerra fredda, con un figlio che ha seguito la sua strada e nipoti che intendono proseguirla. Le esprimo rallegramenti ed auguri per il Suo incarico ministeriale, nella convinzione che la Sua pur breve esperienza di vita militare Le giovi a capire i problemi attuali delle Forze Armate e che il Suo ruolo di braccio destro del Capo del Governo aiuti a correggere taluni errori gravi del Governo precedente in materia di difesa. Siamo in guerra (con caratteri diversi dal passato, ma è guerra) e Lei ne è certamente ben cosciente. Ciò non per decisione del popolo o del Governo italiano ed abbiamo quindi il pieno diritto di difenderci. Ebbene, in questa situazione gravida di rischi, la quale comporta di per sé sacrifici anche finanziari per il Paese, il precedente Governo ha avuto il coraggio di decurtare il bilancio della Difesa di oltre il 30%, con conseguenti tagli del 50% nelle spese di gestione e cioè nella formazione dell’addestramento del personale. Fatto paradossale, controproducente e dannoso, dopo aver già più che dimezzato in precedenza la consistenza numerica delle Forze Armate. Il nuovo Capo del Governo aveva detto, nella campagna elettorale, che avrebbe corretto al più presto errori e carenze del Governo Berlusconi, forse con una nuova Finanziaria, dopo aver fatto i conti. La prego, glielo ricordi. E’ in ballo la sicurezza e la difesa della nostra gente, che ora si giocano in Patria ed all’interno dei vari Paesi in crisi conflittuale, dove i nostri soldati sono stati inviati in missione di pace e dove, con il sacrificio dei caduti ed il loro esemplare impegno, hanno onorato e continuano ad onorare la nostra Bandiera, assieme al retaggio della nostra civiltà di ispirazione cristiana, come è stato riconosciuto anche dal nuovo Capo dello Stato. * Generale di Corpo d’Armata della riserva, presidente Gruppo sminamento umanitario italiano
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