Anno 2006

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A Torino il terzo centenario del sacrificio di Pietro Micca

Ferruccio Capra Quarelli, 18 settembre 2006

Il 1706 è data particolare per chi viva sulle rive del Po, in quanto momento fondante di nuovi equilibri per il ducato dei Savoia e, più di un secolo dopo, per la nascita dello Stato italiano. Nel 1706 è ancora incandescente la guerra per la successione al trono di Spagna (1701-1714), ambìto dalla Francia di Luigi XIV. Incessanti battaglie, assedi, carestie mettono in ginocchio gran parte d’Europa, quasi interamente avversa agli obiettivi del re francese. Da tempo il re Sole tenta di occupare i territori del cugino Vittorio Amedeo II, il quale con il suo piccolo ducato a cavallo delle alpi occupa territori particolarmente strategici. Dopo la perdita di vasti domini ducali e 40 giorni di assedio, nel luglio 1705 cade anche la potente fortificazione di Chivasso, sacrificio fondamentale perché, ritardando l’avanzata del Borbone, permette a Torino di completare trincee e fortificazioni di superficie. Lo sconfitto Vittorio Amedeo, ritira le truppe verso la capitale, in attesa della ormai certa invasione.

Nella maggio 1706, un potente esercito franco ispanico, comandato dal generale 32enne Louis François d’Aubusson, duca de la Feuillade, mette la città sotto assedio, ma l’ostinata resistenza degli assediati (truppe sabaude, austriache e cittadini torinesi) frustra in breve gli entusiasmi degli invasori. Tutti i tentativi di penetrare in città e nella sua munita Cittadella sono respinti, mentre il duca, conosciuto anche come ‘volpe savoiarda’, sfugge all’assedio, e tormenta ininterrottamente le retrovie francesi. Il noto sacrificio di Pietro Micca e le gesta della patriota Maria Bricca, aumentano la speranza degli attesi aiuti, che si materializzano il 7 settembre 1706 con l’irruzione dell’armata comandata dal principe Eugenio di Savoia-Soissons, salvatore di una città ormai allo stremo, esausta da quattro mesi di resistenza. La successiva pace di Utrecht del 1713 premia il ducato trasformandolo in regno, con l’aggiunta di nuovi territori: Monferrato, Valsesia, Lomellina, Sicilia (scambiata poi con la Sardegna, ceduta dall’Austria). Nasce così, nel centro d’Europa, il Regno Sardo, che si fa valere in mezzo ai grandi d’Europa, con iniziative d’avanguardia, saggezza amministrativa e fini capacità politiche.

In quanto ricorrenza fondamentale per la città - grazie alla neo-nata ’Associazione Torino 1706-2006 - il tricentenario ha permesso una serie di importanti iniziative storico-culturali, già iniziate lo scorso giugno, e che culmineranno il prossimo 8 ottobre. Data particolarmente attesa, è stata l’inaugurazione della mostra ‘Torino 1706, l’alba di un regno’, del 7 settembre 2006, che sarà aperta fino al 3 giugno 2007. La mostra ha ingresso libero. Le Forze armate, con il comando Rfc Nord, sotto la responsabilità del generale di divisione Franco Cravarezza, ne sono state il nucleo portante, per aver messo a disposizione la sede del museo di Artiglieria, sito nel Maschio della Cittadella, nonché del museo Pietro Micca, creato e gestito dal generale Amoretti, responsabile e creatore dell’omonimo e noto gruppo storico.

Fu nel 1958 che l’allora capitano Guido Amoretti scoprì la scala fatta saltare da Pietro Micca nella notte fra il 29 e il 30 agosto 1706; iniziò da quel momento la sua esaltante avventura, in bilico fra storia militare, archeologia, ricostruzione storica, e non ancora conclusa. Il generale Amoretti, unitamente a Piergiuseppe Minietti, ha di recente pubblicato l’ultima sua fatica, spesa al servizio dell’importante celebrazione: ‘Torino 1706. Cronache e memorie della città assediata. Casa Editrice Il Punto, Torino 2005.

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