Anno 2006

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Esercito e giovani, un sms per commemorare il 2 giugno

Massimo Chiais, 19 aprile 2006

Possono bastare i 160 caratteri di un messaggio sms per parlare di convivenza civile, democrazia, libertà, solidarietà o addirittura di “res pubblica”? Sembrerebbe di sì a giudicare dal progetto che, da un’idea del generale Franco Cravarezza comandante Interregionale nord di Torino, è stato presentato a Palazzo Pralormo il 31 marzo di fronte a una nutrita platea di studenti, insegnanti e giornalisti dell’area piemontese. Il progetto, denominato “2 giugno 2006: un messaggio per i giovani del futuro”, nasce all’interno di una attività in atto da molti mesi che vede partecipi scuole ed Esercito, impegnati in un piano di cooperazione interistituzionale finalizzato a sensibilizzare i giovani studenti e i loro insegnanti sui temi della solidarietà, della pace e dell’impegno civile.

Nell’ambito di questa collaborazione, ormai stretta e collaudata, è nata l’idea di un’attività che potesse coinvolgere i giovanissimi e i giovani, convogliando le loro capacità linguistiche intorno a un oggetto ormai quotidiano come il telefono cellulare. Così l’evento speciale del 60° anniversario della Repubblica è diventato l’occasione per spingere gli allievi delle scuole piemontesi a cimentarsi in un concorso che li vedrà impegnati a comporre testi in italiano, latino o in una lingua straniera nella inconsueta forma del breve messaggio di testo, meglio conosciuto come sms.

“Un concorso che - come ha sottolineato il generale Franco Cravarezza - vuole sviluppare insieme le capacità tecnologiche tanto care ai giovani con alcuni valori così importanti per la nostra società”. Per questo motivo, e con l’intento di spronare i ragazzi a concentrarsi su tematiche fondamentali per la formazione dei cittadini di domani, l’Unione scolastica regionale del Piemonte e il comando Rfc Interregionale Nord hanno deciso di invitarli a esprimere in soli 160 caratteri le loro idee, la loro percezione di quello che è stato definito come il “comune sentire italiano” in merito a tematiche come la democrazia e la libertà, l’idea di patria e quella della solidarietà.

La città che ha ospitato i Giochi Olimpici, ma che più ancora si è fatta portabandiera di quella “tregua olimpica” che affonda le sue radici nell’antichità classica, intende in questo modo, come ha sottolineato Anna Maria Dominici, Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, “evidenziare come la pace debba diventare per tutti la quotidianità”. Ricordando le parole del presidente della Repubblica pronunciate in occasione dell’apertura dell’anno scolastico, Anna Maria Dominici ha ribadito l’importanza di trasferire ai giovani questi valori, perché “l’Italia sarà quello che loro saranno. Occorre che i ragazzi – ha proseguito Dominici – acquisiscano maggiore consapevolezza della nostra storia e in questo la scuola piemontese sa di poter contare sul supporto delle Forze Armate nell’individuare dei percorsi di crescita”.

Il progetto, come ha in seguito illustrato Gabriella Colla, responsabile dell’attività, coinvolgerà gli studenti delle scuole primarie e delle secondarie, nonché delle superiori, chiamati a presentare i loro brevi testi entro il 20 maggio 2006. Tra gli obiettivi principali quello di rafforzare non solo “il senso di appartenenza alla patria comune” ma anche quello di sottolineare un “comune sentire italiano, europeo e internazionale”, motivando dunque allo studio della storia per “approfondire i concetti di dialogo e di solidarietà”. I lavori saranno giudicati da una commissione composta da giornalisti, referenti dell’Usr e del comando Rfc Interregionale Nord, e i migliori tra questi sms entreranno a far parte di una pubblicazione.

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