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| Anno 2006 | |
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Roma, 29 novembre 2006 - I circa 2.000 militari italiani in Afghanistan non lasceranno il paese in tempi brevi, ha detto alla Camera il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, a un mese circa dal voto parlamentare sul rifinanziamento della missione. "Abbiamo quasi 2.000 militari, 1938 per la precisione, in Afghanistan e siamo tra i membri della Nato uno di quelli che contribuisce con il numero più alto di militari alla missione della Nato sotto mandato dell'Onu", ha detto il ministro. "La comunità internazionale non può lasciare l'Afghanistan al controllo dei talebani, anche se questo richiederà una presenza significativa e per un tempo non breve in quel paese", ha aggiunto D'Alema.
"La presenza militare italiana deve essere mantenuta", ha sottolineato il capo della Farnesina, ma ha teso ad escludere un incremento del numero dei soldati, mentre ha sollecitato una nuova iniziativa politica della comunità internazionale accanto alla missione militare della Nato. D'Alema ha poi ripetuto che gli appelli del presidente Usa Gorge w. Bus e dei vertici organizzativi della Nato per inviare altre truppe nel paese non erano rivolti all'Italia, ma ad alleati che hanno una presenza soltanto simboliche in Afghanistan. I soldati italiani hanno la responsabilità della sicurezza nella regione occidentale dell'Afghanistan e nella zona della capitale Kabul, ma non sono impiegati nel sud-est del Paese dove nell'ultimo anno gli scontri tra la coalizione internazionale e i talebani sono stati più violenti. Fonte: Reuters Italia
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