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| Anno 2006 | |
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La situazione generale che gli italiani lasciano a Nassiriya è ''buona''. Lo ha detto, alla vigilia della partenza dei nostri ultimi militari dall'Iraq, il ministro degli Esteri iracheno Hoshyar Zebari, a margine del 'Forum per il futuro' in corso sulle rive del Mar Morto, in Giordania. E ''la situazione è buona anche a Muthanna, Samawa e in altre province irachene vicine, entro la fine dell'anno ci saranno altre province in cui ci sarà il passaggio di consegne (con gli iracheni, ndr)'', ha aggiunto il capo della diplomazia di Baghdad, secondo cui invece lo stato della sicurezza resta ''problematico'' a Baghdad, nella provincia di Al Anbar e di Diyala.
Parlando del ritiro italiano, Zebari ha ricordato che durante la missione del ministro degli Esteri Massimo D'Alema a Baghdad il 7 giugno scorso ''gli dicemmo: andatevene all'italiana, con gradualità, calma e intelligenza, non come gli spagnoli, che hanno tagliato la corda''. Il capo della diplomazia di Baghdad ha sottolineato quindi ''i progressi fatti nella preparazione dell'esercito: abbiamo dieci divisioni di uomini addestrati e preparati, professionisti, ma non è un numero sufficiente''. Piuttosto, ''il problema - ha osservato Zebari, in un colloquio con i giornalisti italiani ieri sera - sono le forze di polizia, che sono corrotte e infiltrate (dalla guerriglia, ndr), ma abbiamo avviato un'operazione di pulizia, abbiamo licenziato tremila ufficiali. Possiamo difendere il nostro Paese se abbiamo i mezzi e il sostegno''. Intanto il 'Washington Post' scrive oggi che il rapporto della commissione guidata da James Baker e Lee Hamilton raccomanderà il ritiro dall'Iraq delle truppe da combattimento entro i primi mesi del 2008. Rapporto che verrà consegnato mercoledì prossimo a George Bush e al Congresso e che prevede che nel paese rimangano le truppe destinate all'addestramento, all'assistenza strategica e logistica alle forze di sicurezza irachene. Rispetto alle precedenti anticipazioni del rapporto, il 'Post' oggi parla quindi di una data precisa per il ritiro delle 15 brigate di combattimento - pari all'incirca alla metà delle forze statunitensi in campo, 140 mila soldati - anche se si sottolinea che si tratta più di un ''obiettivo orientativo piuttosto che un calendario stabilito''. Gli osservatori americani non possono fare a meno di notare che il periodo indicato coincide con la cruciale stagione delle primarie per le presidenziali del novembre del 2008. Bisogna poi ricordare che il premier iracheno Nouri al Maliki ieri, dopo il suo incontro con Bush, ha affermato che le forze irachene saranno pronte già il prossimo giugno a ricevere il trasferimento di responsabilità per la sicurezza del paese. Sul fronte della cronaca un'autobomba è esplosa questa mattina nel mercato di Ghazil nel centro di Baghdad, uccidendo due persone e ferendone altre cinque. L'esplosione è avvenuta alle 9.45 ora locale, precisano fonti della polizia irachena, in un momento in cui il famoso mercato è particolarmente affollato, soprattutto di venerdì quando molti degli altri mercati cittadini sono chiusi. Fonte: Adnkronos
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