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| Anno 2006 | |
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Il 5 dicembre, a Sarajevo, l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Ue Javier Solana ha invitato la dirigenza bosniaca a continuare le riforme, in particolare quella della polizia, che permetteranno al Paese di concludere con Bruxelles l'Accordo di stabilizzazione e associazione (Asa). "I leader devono fare la loro parte - ha detto Solana, citato dall'agenzia Fena, dopo l'incontro con la presidenza tripartita della Bosnia - è una strada a due direzioni, se si lavorerà in modo adeguato, verranno prese le decisioni adeguate".
Il recente invito alla Bosnia di entrare nel programma Partenariato per la pace della Nato dimostra che quando le cose sono fatte bene, ha detto Solana riferendosi alla riforma della difesa, il riconoscimento non manca. La Bosnia ha avviato i negoziati per l'Asa nel novembre del 2005 ma la condizione principale dell'Ue per la firma dell'accordo è la riforma della polizia, che prevede l'unificazione delle forze dell'ordine delle due entità in cui è divisa la Bosnia dall'accordo di pace di Dayton, la Federazione Bh (a maggioranza croato musulmana) e la Republika Srpska (Rs, a maggioranza serba). Il capo della diplomazia europea, che il 5 dicembre ha anche presenziato a Sarajevo al passaggio del comando della Forza di pace europea in Bosnia dall'Italia alla Germania, ha anche annunciato per l'anno prossimo un'ulteriore riduzione dei soldati dell'Eufor. La Forza multinazionale, a guida Nato fino a due anni fa, alla fine della guerra in Bosnia (1992-95) aveva portato nel paese oltre 60mila soldati, il cui numero è sceso nel corso degli anni agli attuali seimila circa. Nel 2008, secondo il ministro della difesa bosniaco Nikola Radovanovic, sarà possibile prendere in considerazione la conclusione della missione militare multinazionale. Fonte: Ansa
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