Anno 2006

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Afghanistan, comandante Usa preoccupato per i caveat nazionali

Pagine di Difesa, 6 dicembre 2006

Il generale americano Karl Eikenberry, che nelle prossime settimane lascerà il comando delle truppe Usa in Afghanistan, sostiene che la lotta contro i Taleban sta attraversando momenti molto difficili a causa della mancanza di truppe della Nato e soprattutto visti i limiti che i singoli governi pongono e continuano a porre ai propri militari, nonostante la situazione di emergenza. In una intervista a Usa Today, il più diffuso quotidiano degli Stati Uniti, Eikenberry si dice in particolare preoccupato dai cosiddetti 'caveat', cioé le restrizioni nazionali all'impiego delle truppe per operazioni pianificate, cioé non di emergenza.

"Si può concepire un'alleanza - si chiede il generale - con un gruppo che sistematicamente si reca nelle zone più pericolose a combattere e a subire perdite, mentre un altro gruppo fa parte di una categoria diversa? Sono settimane che gli Usa, appoggiati in particolare dal Canada (che ha subito recentemente ingenti perdite), premono per la rimozione dei 'caveat'.

Al vertice della Nato di Riga, in Lettonia la scorsa settimana, era stato deciso di rimuovere i 'caveat' per le situazioni di emergenza, e secondo Eikenberry ci troviamo attualmente in una situazione di emergenza in Afghanistan. In tutto i militari della Nato in Afghanistan sono 32mila circa e Usa Today spiega per esempio che ai soldati tedeschi è stato chiesto di evitare i combattimenti, mentre le truppe romene non possiedono i gipponi necessari per affrontare le aree montagnose della provincia di Zabul, dove stanno operando.

Intanto, per quanto riguarda la Bulgaria, che prevede di inviare un contingente in Afghanistan, è poco probabile che lo schieri nelle pericolose zone dell'Afghanistan meridionale, secondo quanto dichiarato a Sofia dal ministro della Difesa Vesselin Bliznakov. "In questo momento - ha detto - siamo in trattative con i nostri partner dell'operazione Isaf della Nato per dislocare il futuro contingente bulgaro, un reparto meccanizzato di 120 uomini, nella capitale Kabul e non in altre zone dell' Afghanistan".

La Bulgaria è membro della Nato dall'aprile 2004. Bliznakov ha precisato infine che il nuovo contingente potrà essere inviato non prima dell'inizio dell'estate dell'anno prossimo. Domenica scorsa sono tornati a Sofia i 70 militari bulgari che nell'ambito dell'operazione internazionale per il mantenimento della sicurezza in Afghanistan, avevano il compito, dal 31 agosto scorso fino ai primi di dicembre, di presidiare l'aeroporto di Kabul e aiutare i loro colleghi afghani nella gestione dei voli.

La Bulgaria contribuisce agli sforzi internazionali per la pace e la stabilità anche in Iraq. Vi ha infatti inviato in primavera, in una missione di 12 mesi per supporto logistico, 120 soldati e 34 civili. Sotto il comando Usa, gli uomini controllano un campo di profughi ad Ashraf, a circa 70 chilometri a nord di Baghdad. La Bulgaria ha perso finora in Iraq 13 soldati e sei civili.

Fonte: Ansa

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