Anno 2006

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Soldati sì, spazzini no

Paolo Rolli, 24 novembre 2006

Questo poi no! Diversamente non si può sbottare leggendo la notizia di un primo cittadino campano che chiede l'intervento dell'Esercito per liberare le strade della sua città dai rifiuti. Ecco la notizia, facilmente reperibile su Internet: “Con una lettera inviata al ministero della Difesa, al ministero della Salute e al ministero dell'Ambiente, il sindaco di Nola, Felice Napolitano, ha richiesto di inviare uomini e mezzi dell'Esercito per rimuovere gli ammassi di rifiuti, di mettere in campo ogni risorsa per provvedere alla disinfestazione e alla disinfezione delle aree urbane invase dai rifiuti e di intervenire in maniera decisa per una definitiva bonifica delle zone interessate dall'emergenza”.

Tante ne avevamo sentite, ma questa ancora ci mancava. Chi ha giurato fedeltà alla Patria, lo ha fatto per difendere il Paese e salvaguardare le libere istituzioni, non certo per difendere le strade dai ratti e salvaguardare l'igiene pubblica nelle città i cui amministratori non sono in grado di far svolgere un servizio essenziale come quello della nettezza urbana. Si fa un gran parlare di professionalità delle Forze armate, di specializzazione degli uomini e delle donne che si arruolano, della differenza tra naja ed Esercito di professionisti... e poi?

Alla fine il rischio è quello di ritrovarsi sempre e comunque con una ramazza in mano, ma stavolta non per il decoro della propria caserma, bensì per ripulire zone dove il problema dei rifiuti è endemico. Siamo al paradosso che nelle installazioni militari si fanno gli appalti per assegnare a ditte esterne la pulizia dei locali, e poi si vogliono mandare i militari a spalare rifiuti per le strade campane. A questo punto perchè non chiedere direttamente di usare i carri armati per compattare l'immondizia e i lanciafiamme per incenerirla?

Visto che se ne fa un gran parlare, inoltre, perchè in situazioni come questa non vengono impegnate le componenti della protezione civile, i giovani del servizio civile, i lavoratori socialmente utili? Perchè rivolgersi all'Esercito per fronteggiare il problema rifiuti in Campania, e non chiamare in causa anche carabinieri, polizia, guardia di finanza, polizia locale? Non sono forse queste forze molto vicine e aderenti alla realtà locale?

E allora, con pochi soldi per l'ordinaria amministrazione e meno ancora per lo sviluppo e l'incremento di mezzi e tecnologie, ridimensionato in termini numerici e caricato di impegni nazionali ed internazionali, all'Esercito si chiede anche di ripulire le strade dai rifiuti? A tutto c’è un limite e non si possono trasformare i soldati in ‘operatori ecologici’, con tutto il rispetto per la categoria.

L'Esercito, come tutte le Forze armate e di polizia, è sempre pronto e disponibile a intervenire in caso di calamità ed emergenze, quali che siano. Ma in questo caso non si tratta di emergenza, bensì di epidemia, di situazione cronica e consolidata provocata dall'incapacità per non dire dal malgoverno. E non è sicuramente trasformando, seppur temporaneamente, i militari in spazzini che vi si può dare soluzione. Almeno questo, per favore, no.

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