Anno 2006

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Le armi usate a Fallujia ricompaiono in Libano?

Fernando Termentini, 31 luglio 2006

La guerra in Libano non si ferma, i combattimenti di terra sono aumentati e le forze israeliane probabilmente stanno sviluppando nei villaggi libanesi a ridosso del confine una battaglia casa per casa con tecniche molto simili a quelle applicate dagli Usa in Iraq in occasione dell’ultima battaglia di Fallujia. Puntuale è l’informazione che arriva dal campo, fra cui ricorrenti notizie pubblicate dalla carta stampata e su Internet che riportano che Israele sta impiegando armi non consentite dalle Convenzioni internazionali. Note più o meno imprecise che ancora una volta fanno riferimento ad armi chimiche, bombe al fosforo bianco e le ultime anche con riferimenti all’uranio.

Anche fotografie di cadaveri con gli indumenti integri, senza apparenti ferite esterne, con i capelli non bruciati, ma con il corpo completamente annerito e disidratato. Immagini che ricordano quelle già pubblicate sulla battaglia di Fallujia in Iraq e che forse troppo affrettatamente furono catalogate come immagini di persone uccise con l’utilizzazione di armi chimiche, in particolare bombe caricate con grosse quantità di fosforo bianco.

A maggio scorso, una nuova notizia: risultava che gli Stati Uniti avevano realizzato una nuova arma antisommossa a impulsi elettromagnetici non destinata a uccidere, ma solo a provocare fastidiose bruciature e quindi in grado di disperdere folle di manifestanti in situazioni a rischio. A Fallujia forse il nuovo sistema d’arma era stato provato per la prima volta con potenze superiori a quelle che sarebbero state utilizzate con la funzione originaria anti sommossa e che quindi avrebbero provocato gli effetti riportati sulle immagini dei morti.

Completa disidratazione del corpo, distruzione dei tessuti molli, annerimento della pelle, senza che il vestiario fosse intaccato. Un effetto finale praticamente eguale a quello ottenuto su qualsiasi sostanza organica a elevato contenuto d’acqua utilizzando sorgenti a microonde. Effetti che indicavano come a Fallujia, con ogni probabilità, il livello di potenza dell’onda fosse stato molto superiore rispetto a quello originario studiato per funzioni di ordine pubblico con il risultato di produrre la completa disidratazione dei corpi su cui era stato ‘sparato’, senza peraltro distruggere il contenitore: gli indumenti realizzati con fibre già di per sé disidratate.

Le immagini riferite ai bombardamenti di Israele sul Libano e pubblicate su Internet propongono effetti pressocché analoghi a quelli riferite agli avvenimenti dell’Iraq. Forse la stessa arma a microonde è arrivata in Libano e, studiata per non uccidere, è stata trasformata e potenziata e ormai fa parte anche dell’arsenale israeliano. Forse qualcosa è arrivato in area insieme agli stock di armamenti moderni appena inviati dagli Stati Uniti, come riferito da tutti gli organi di informazione.

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