![]() |
| Anno 2007 | |
|
|
![]()
E’ stata incrementata l’attività di supporto del contingente italiano alle forze armate libanesi nella fascia compresa tra il fiume Litani e la Blue Line nell’ambito della missione Unifil in Libano. La missione, denominata Leonte, il cui comando è stato assunto dallo scorso 23 aprile dal generale di brigata Maurizio Fioravanti, comandante della brigata paracadutisti Folgore, ha visto una intensificazione, nelle ultime quattro settimane delle attività di controllo e bonifica del territorio.
Per assistere e facilitare l’ingresso delle forze armate libanesi nel sud del Paese, in osservanza della risoluzione Onu 1701 del 11 agosto 2006, la brigata paracadutisti Folgore ha deciso di distaccare pattuglie per un numero complessivo di 130 uscite giornaliere. Un controllo capillare del territorio, strutturato attraverso non solo un apparato dinamico di uomini-mezzi, ma anche attraverso postazioni statiche dislocate sull’intera area di responsabilità italiana, prevista dalla missione in 30x35 chilometri, che comprende anche il battaglione ghanese e quello francese.
![]() A distaccare le pattuglie sono i reparti di manovra Genova Cavalleria e 186° paracadutisti, dotati di mezzi Centauro, Puma e Dardo. Notevole importanza sta ricoprendo anche l’attività di bonifica del territorio dalle varie tipologie di bombe. Dall’inizio della missione sono state rinvenute e rese inoffensive 3.105 bombe, tra cui 2.948 tipo cluster, le cosiddette bombe a grappolo che sono quelle che hanno arrecato più danni alla popolazione. Proprio per la massiccia presenza sul territorio libanese delle cluster bomb, la Folgore ha iniziato una vera e propria missione nella missione: istruire i giovani a riconoscere situazioni di pericolo derivanti dalla presenza di ordigni esplosivi. In un mese il Cimic (Cooperazione civile-militare) di brigata ha organizzato lezioni e incontri con oltre duemila bambini e ragazzi con età compresa tra i cinque e 17 anni di scuole e istituti presenti sul territorio. I militari italiani hanno lavorato con i più giovani usufruendo di due pupazzi (Dora e Babusch), protagonisti una storia inventata e raccontata nelle scuole per far comprendere, nel modo meno traumatico possibile, la pericolosità di questi ordigni.
![]() Oltre all’attività svolta nelle scuole e negli istituti, il comando brigata Folgore, si è occupato di migliorare l’assistenza sanitaria alla popolazione locale. In 30 giorni sono stati ristrutturati e resi agibili ambulatori medici nelle cittadine di Tibnin, Maraqa, Shama. In queste strutture attualmente opera il personale medico specializzato della brigata. Per la missione Leonte sono impiegati in Libano circa 2.300 militari italiani. Dal 23 aprile sono operativi in territorio libanese: comando brigata paracadutisti Folgore e reparto comando e supporti tattici paracadutisti Folgore (con sede a Livorno); 186° reggimento paracadutisti Folgore (Siena), 8° reggimento genio paracadutisti (Legnago); reggimento Genova Cavalleria (4°) (Palmanova), 2° reggimento trasmissioni (Bolzano); 1° reggimento trasporti (Bellinzago Novarese).
![]() Il compito del contingente italiano nell'ambito della missione Leonte è indicato dalla risoluzione Onu 1701 del 11 agosto 2006, che prevede: garantire l'assistenza alle forze armate libanesi nel sud del Libano fino alla Blu Line: assicurare la libertà di movimento e di azione del personale Onu e dei convogli sanitari: stabilire e favorire le condizioni necessarie per un accordo permanente di cessate-il- fuoco. Il governo italiano, con Decreto legge nr 4 del 31 gennaio 2007, ha stanziato un milione di euro per i progetti Cimic. Al momento ne sono stati impiegati 40mila.
|