Anno 2007

Cerca in PdD


Mediterraneo, una rete informatica per i ‘5+5’

Michele La Marca, 12 giugno 2007

La cooperazione non può e non deve essere solo una bella parola, della quale spesso si abusa. A margine del briefing tenutosi l’8 giugno su nave Espero ad Augusta in occasione della esercitazione navale ‘Canale 07’, le autorità politiche e militari si sono espresse con una sola voce: passare dalla teoria ai fatti. Il ‘fatto’ in questo caso è l’allargamento delle attività di cooperazione previste dall’iniziativa ‘5+5’, nella quale sono coinvolti dieci Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, cinque europei (Francia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna) e cinque africani (Algeria, Libia, Marocco, Mauritania, Tunisia). Fra le attività previste nella esercitazione ‘Canale 07’, c’è stata infatti quella di verificare la funzionalità tecnica e l’efficacia operativa di un sistema software per il controllo dei traffici marittimi realizzato sulla base del modello software e hardware del Virtual regional marittime traffic centre (V-Rmtc).

L’implementazione di questo sistema era stata decisa il 30 maggio 2007 a Napoli al termine della riunione dei capi di stato maggiore delle Marine militari dei Paesi aderenti all’iniziativa ‘5+5’. Dietro la sigla V-Rmtc si nasconde un complesso sistema informatico sviluppato dall’Italia e già adottato da 17 Paesi, non tutti dell’area mediterranea e non tutti appartenenti alla Nato. Un notevole successo, se si considera che l’accordo costitutivo è del 2004 e che spesso i trattati in materia di cooperazione rischiano di rimanere sulla carta. Lo scopo di questo sistema è quello di condividere fra diversi Paesi le informazioni non classificate relative al traffico mercantile, aggiornato dalle centrali operative delle Marine militari dei Paesi aderenti. Ogni nazione si basa su una serie di dati, forniti anche dalle unità navali in pattugliamento, e provvede ad aggiornale il quadro d’insieme a beneficio di tutti.

Questa massa di informazioni viene trasmessa attraverso la rete internet e condivisa con l’ausilio di un apposito software, sviluppato dalla Marina militare italiana. Ogni utente di questa rete deve autenticarsi attraverso login e password per accedere all’area relativa al traffico mercantile. I vantaggi sono innumerevoli e riguardano in particolare la sicurezza della navigazione. I 17 Paesi che già usano la V-Rmtc sono: Albania, Cipro, Croazia, Francia, Giordania, Grecia, Italia, Israele, Malta, Montenegro, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Turchia. Il sistema ha inoltre ricevuto apprezzamenti anche da altri Paesi al di fuori dell’area mediterranea. India, Irlanda, Messico e Singapore hanno mandato loro osservatori per poter studiare l’applicabilità del sistema alla loro area geopolitica.

Nella iniziativa ‘5+5’, lo sviluppo di un sistema ad hoc sul modello del V-Rmtc è quindi un importante passo verso una effettiva e sempre più ravvicinata cooperazione fra le Marine militari del Mediterraneo. Anche perché questo genere di accordi e la piattaforma di condivisione dei dati potrebbero essere molto attraenti anche per altri Paesi dell’area mediterranea, che potrebbero avere interesse a unire le proprie risorse.

Le iniziative politiche internazionali a carattere regionale come Dialogo Mediterraneo e il processo Euromed hanno messo al centro degli interessi geopolitici proprio il mar Mediterraneo e costituiscono la cornice politica delle attività operative delle Marine militari dei paesi del ‘5+5’. Una cooperazione che deve necessariamente crescere, arrivando a coinvolgere, come previsto, anche la capacità di interoperabilità fra le Marine militari per far fronte a situazioni d’emergenza o alla pianificazione di politiche a carattere regionale. Un concetto che è stato efficacemente sintetizzato dalle parole dell’ammiraglio Giampaolo Di Paola, capo di Stato maggiore della Difesa: “Il Mediterraneo non lo si può controllare da soli, serve lo sforzo comune di tutti”.

FAI CLICK SU QUESTO LINK ED ESPRIMI LE TUE IDEE NEL FORUM