Anno 2007

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Attentato, Verzaschi alla Camera, militari comportamento esemplare

Pagine di Difesa, 27 novembre 2007

I militari italiani in Afghanistan hanno tenuto un "esemplare comportamento nell'espletamento del loro incarico". Lo sottolinea il sottosegretario alla Difesa Marco Verzaschi, riferendo nell'aula della Camera sul grave attentato che lo scorso 24 novembre nei pressi di Kabul ha causato la morte del maresciallo Daniele Paladini e di diversi civili afghani, oltre al ferimento di altri tre militari italiani.

Verzaschi, a nome del governo - in sostituzione del ministro della Difesa Arturo Parisi, nelle stesse ore a Novi Ligure, in provincia di Alessandria, per presenziare ai funerali di Paladini - ha inviato "un forte messaggio di solidarietà alla moglie, alla figlia e ai familiari" della vittima.

Il sottosegretario alla Difesa ha ricostruito a palazzo Montecitorio la dinamica degli eventi di quel 24 novembre: dai lavori per il ponte pedonale alla cornice di sicurezza assicurata dal nostro Genio; dall'avvicinamento della persona sospetta, "verosimilmente non di origine afghana", nell'area dei lavori all'imposizione dell'altolà, al quale il terrorista ha risposto facendosi esplodere.

''In data 24 novembre 2007, dalle ore 07.30 circa, in un sito nei pressi della cittadina di Paghman (Afghanistan), a circa 25 chilometri nord ovest dal centro di Kabul, personale del Gruppo multinazionale del Genio - ha detto Verzaschi - stava completando i lavori di gittamento di un ponte pedonale posto sopra ad un torrente. I lavori erano svolti da manodopera locale con l'assistenza tecnica dei nostri genieri. Sul luogo, come normalmente avviene in questi casi, era presente la popolazione locale - tra cui molti bambini - che assisteva ai lavori con interesse, stante l'importanza del ponte per la loro vita quotidiana''.

''Alle ore 09.50, i militari che fornivano la protezione dell'area - ha proseguito Verzaschi - notavano un soggetto che si avvicinava ai civili locali che assistevano ai lavori in corso, risalendo il greto del torrente e costeggiando una fila di alberi; insospettiti, rapidamente intimavano l'altolà e a questo punto l'attentatore, in prossimità dell'area dei lavori ove si trovavano numerosi bambini e ad alcuni metri dai nostri militari, ritenendosi scoperto, faceva esplodere la carica esplosiva che aveva con se. Dai primi accertamenti il soggetto - verosimilmente non di origine afgana - indossava un giubbotto imbottito con esplosivo con al suo interno delle sfere d'acciaio''.

L'esplosione investiva il maresciallo capo Daniele Paladini, del 2° reggimento genio pontieri di Piacenza; il colonnello Alfredo de Fonzo, comandante del 5° reggimento alpini di Vipiteno (Bolzano); il capitano Salvatore Di Bartolo, dell'11° reparto infrastrutture di Palermo - nucleo tecnico di Messina; il capitano Stefano Ferrari, del 2° reggimento genio pontieri di Piacenza; il caporal maggiore scelto Andrea Bariani, del 5° reggimento alpini di Vipiteno.

Questo il quadro delle conseguenze dell'attentato come illustrato da Verzaschi: ''Il maresciallo capo Daniele Paladini, il quale si trovava sulla parte posteriore dell'autocarro per trasporto terra, a seguito delle ferite riportate perdeva subito conoscenza e veniva trasferito nei pressi del vicino campo da calcio, in costruzione, prontamente adibito a zona atterraggio elicotteri per permettere l'evacuazione dei feriti.

Il capitano Di Bartolo veniva investito dalle schegge sul lato destro del volto e a una gamba mentre il capitano Ferrari veniva lievemente colpito da schegge alle gambe. Il caporal maggiore scelto Bariani subiva, a seguito dell'impatto con le schegge, lesioni minori a un braccio e alla mandibola, non destando da subito particolare preoccupazione. I predetti ufficiali e il Bariani sono stati sgomberati a mezzo aeromobile.

Il colonnello de Fonzo, che al momento dell'attentato suicida si trovava sul lato destro del torrente intento a seguire l'andamento dei lavori, veniva attinto da una biglia d'acciaio alla coscia. La ferita leggera non gli ha impedito di continuare a svolgere la sua azione di comando. L'esplosione coinvolgeva anche i civili presenti sul posto uccidendo, da una prima stima, sette civili (tra i quali almeno tre bambini) e ferendone almeno altri nove.

I civili feriti venivano soccorsi dalle ambulanze locali giunte sul posto pochi minuti dopo, mentre per i militari feriti veniva richiesta l'evacuazione a mezzo elicottero avvenuta alle successive ore 10.40 circa con una coppia di elicotteri dell'Armée de Terre francese; il personale militare coinvolto veniva trasferito d'urgenza all'ospedale Role-2 sito nella base di Camp Warehouse, anch'esso francese.

Alle ore 11.15 circa il comandante del contingente lasciava il comando locale delle operazioni di recupero delle attrezzature tecniche e di cantiere all'ufficiale responsabile, lasciandogli in rinforzo per le operazioni di sicurezza il distaccamento operativo del 4° reggimento alpini paracadutisti e si recava presso l'infermeria per le medicazioni del caso.

Approssimativamente alle ore 12.00 ora locale di Kabul, il dirigente del servizio sanitario del contingente italiano Italfor-16 certificava la morte del maresciallo capo Daniele Paladini per ''Arresto cardio-circolatorio verosimilmente conseguente a grave trauma cranico con vasta ferita penetrante del capo in sede occipitale e lesione del sottostante tessuto cerebrale''.

Fonti: Adnkronos, Asca

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