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| Anno 2007 | |
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Nel corso dell’incontro per la presentazione del progetto di telemedicina e assistenza sanitaria a favore dei giovani momentaneamente internati negli istituti di pena per minori – avvenuto a Milano il 4 dicembre presso la Fondazione San Raffaele – il generale professore Michele Anaclerio, consigliere per la Sanità militare del ministero della Difesa, ha ripercorso le principali tappe dell’impegno del Dicastero, che ha avuto una vera funzione di ‘apripista’ negli utilizzi della telemedicina a favore delle operazioni di carattere umanitario.
“Iniziati nel 1996 a Sarajevo – ha ricordato il generale – e proseguiti durante il terremoto in Umbria nel 1998, in Kosovo nel 2000, a Nassiriya nel 2004, in oltre dieci anni di attività i servizi di telemedicina presentano numeri significativi: 1.951 sedute di teleconsulto, 1.679 militari e 1.572 civili trattati danno consistenza al carattere umanitario degli interventi militari”. “L’impiego della telemedicina – ha aggiunto Anaclerio – rappresenta anche un notevole risparmio di costi, evitando numerosi avio sgomberi”. La telemedicina costituisce, tra l’altro, un significativo esempio di collaborazione fra diversi organi dello Stato e fonte di ricaduta in termini di tecnologie e di esperienze, applicate inizialmente alla Sanità militare. Fonte: Ministero della Difesa
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