Anno 2007

Cerca in PdD


Militari ammalati in Teatri operativi, audizione di Parisi

Pagine di Difesa, 8 dicembre 2007

Acquisizione dei dati sulle neoplasie maligne; ricerca delle cause; normativa risarcitoria e assistenziale e le relative iniziative di attuazione promosse al riguardo. Questi i temi al centro della nuova audizione del ministro della Difesa, Arturo Parisi, che il 6 dicembre è intervenuto presso la Commissione d'inchiesta sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale militare italiano impiegato nelle missioni militari in campo internazionale.

Il ministro ha ripercorso gli argomenti sulla base delle ultime verifiche e azioni svolte, "sotto la guida del mio ufficio di gabinetto, congiuntamente allo stato maggiore della Difesa, agli stati maggiori delle forze armate, alla direzione generale per la Sanità militare e in stretto coordinamento con il ministero della Salute".

In primis, il ministro ha riferito dell'aggiornamento dei dati, precisando il campo che delimita l'indagine. "Si tratta – ha detto – dei casi riconosciuti di neoplasie maligne registrati in militari che hanno partecipato a missioni nei quattro teatri principali (Balcani, Iraq, Afghanistan, Libano) negli undici anni dal 1996 al 2006. Questo scenario preciso di esame è stato definito a partire da quanto richiesto da questa Commissione. Peraltro anche per la Difesa è questo il giusto primo e principale campo su cui indagare. Questo non vuol dire assolutamente – ha precisato Parisi – che si intende trascurare anni o situazioni che non risultino in questi limiti. I quattro Teatri sono considerati, infatti, quelli dove si pensa sia stato fatto uso di armamento all'uranio impoverito, anche se esso, voglio ribadire, non è stato mai utilizzato dalle forze armate italiane, e in questi quattro Teatri vi è stato impegnato il maggior numero di militari".

Dopo aver esposto i problemi legati alle difficoltà incontrate nella rilevazione, Parisi ha citato "la costituzione di un elenco riguardante tutto il personale che risulta essersi ammalato di tumore maligno negli 11 anni presi in considerazione e nei quattro teatri previsti (Balcani, Iraq, Afghanistan e Libano). Nell'elenco sono indicati altresì gli esiti letali. Si tratta – ha spiegato – di 312 casi, con esito negativo per 77 soggetti".

"Quanto invece alla definizione del totale delle persone che hanno appartenuto in generale alla popolazione militare e più specificamente alla popolazione di militari che hanno partecipato alle missioni negli 11 anni, presi in considerazione, la verifica è ancora in corso", ha reso noto il ministro. "Tuttavia anche in questo caso con l'obiettivo di una valutazione intermedia, va rilevato che, per quanto riguarda i militari inviati all'estero, esiste dal 2002 una raccolta informatizzata degli invii in missione, per cui per l'ultimo quinquennio 2002-2006. In riferimento a questi cinque anni è possibile fornire il numero preciso di militari inviati all'estero cioè a dire dei militari che hanno partecipato a missioni nei quattro Teatri considerati. Essi sono pari a 56.600 persone. In riferimento a questo denominatore, per quello che riguarda il numeratore, cioè il numero dei militari che risultano ammalati di tumore nello stesso quinquennio è pari a 216. Da ciò deriva che l'incidenza corrisponde a 380 casi ogni 100.000".

Analizzando poi la ricerca delle cause, Parisi ha confermato "la già avvenuta costituzione di un Comitato denominato "Comitato per la prevenzione e il controllo delle malattie del ministero della Difesa". Il Comitato, costituito il 23 novembre scorso, è composto da ricercatori di riconosciuta competenza scientifica prescelti, oltre che dalla Difesa, dal ministero della Salute, dal ministero della Ricerca e da questa stessa Commissione. La prima riunione di questo Comitato è stata convocata il 14 dicembre prossimo presso il ministero della Difesa. In quella occasione – ha assicurato Parisi – non mancherò di riconoscere l'estrema importanza che la Difesa annette a una sistematica valutazione del problema in argomento".

Esaminando infine risarcitoria e attività nel campo assistenziale, Parisi ha sottolineato come "sul fronte risarcitorio e assistenziale la normativa vigente oggi appare idonea per un adeguato supporto a quanti si fossero ammalati nei difficili scenari operativi fuori area. Il riconoscimento della causa di servizio è già possibile senza che vi sia la dimostrazione scientifica del nesso di causalità. A questo proposito voglio rilevare che il riconoscimento consente di inserire l'interessato nella categoria di "vittima del dovere" con i benefici che ne derivano, e che sono stati con la legge precedentemente citata, quasi interamente parificati a quelli, in passato più favorevoli, delle vittime del terrorismo. La stessa legge ha fornito una copertura finanziaria di 173 milioni al provvedimento".

“La reale problematica emersa seguendo alcuni casi particolari che ci erano stati segnalati da questa stessa Commissione - ha continuato il ministro - riguarda alcune difficoltà nelle procedure di attuazione per la loro eccessiva complicazione. Esse rendono l'effettivo raggiungimento del risultato molto difficoltoso rispetto a quello che sarebbe giusto e adeguato".

"In aggiunta a quanto già effettuato per le attività assistenziali previste dalla Circolare applicativa delle norme del comma 902 della legge finanziaria 2007, – ha infine concluso Parisi – il ministero provvederà a istituire un servizio che abbia la finalità di assistere il personale ad adempiere agli obblighi di legge per usufruire dei benefici e a seguire per suo conto l'iter relativo".

Fonte: Aise

FAI CLICK SU QUESTO LINK ED ESPRIMI LE TUE IDEE NEL FORUM