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| Anno 2007 | |
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E’ terminata la settima edizione della missione umanitaria ‘Ridare la luce’ iniziata il 23 novembre 2007. Il personale dell’Aeronautica Militare e dell’Afmal (Associazione dei Fatebenefratelli con i malati lontani) hanno raggiunto l’ambizioso obiettivo di 700 interventi chirurgici e circa tremila visite ambulatoriali.
La storia personale di Fatoumatà può da sola spiegare il valore dell’impegno profuso quotidianamente all’interno del progetto Ridare la luce. Fatoumatà è una bambina di nove anni venuta al mondo con una cataratta bilaterale congenita e, quindi, cieca dalla nascita. È stata operata a distanza di qualche giorno a tutti e due gli occhi e la gioia più grande è stata quella di verificare che dopo il primo sbendaggio la piccola ha cominciato da subito a percepire le luci dell’ambiente circostante e, cosa ancora più importante, i colori. Vedere Fatoumatà uscire da sola e raggiungere la mamma che l’attendeva fuori dal blocco chirurgico è stata una gioia che ha colpito tutto il personale presente. Importanti possono essere definiti anche i risultati conseguiti in attività secondarie attivate all’interno del progetto Ridare la Luce. Sono stati consegnati centinaia di kit scolastici (quaderno, penna, matita e gomma) presso la scuola elementare di Ansongo e all’orfanotrofio di Gao, le due località sedi della missione italiana. È stata attivata una collaborazione con una Associazione di Ansongo per la tutela e l’assistenza all’infanzia con il pagamento, tra l’altro, delle tasse scolastiche per l’intero anno a favore dei bambini più bisognosi. A Gao sono state poste le basi per un nuovo importante progetto a favore dei bambini non vedenti. Due insegnati per la riabilitazione per ciechi, Ileana Bruffa dell’Istituto S. Alessio di Roma e Ada Nardin quest’ultima non vedente, hanno portato materiale raccolto in Italia grazie ai fondi raccolti con le cene al buio che hanno permesso di realizzare libri in braille in lingua francese. Materiale che è stato donato alla scuola per ciechi di Gao che ha visto le due insegnanti impegnate anche in un programma di formazione dei locali insegnanti per rendere liberi e indipendenti nei movimenti i bambini ciechi presenti nella scuola. “Tutto questo è stato Ridare la luce - sottolinea il generale Manlio Carboni, capo del Corpo sanitario aeronautico - e anche se a volte si lavora avendo l’impressione di svuotare il mare con un secchiello, questo non ci ha mai fermato in tutti questi anni. I numeri conseguiti finora sono importanti se comparati con le realtà dove sono stati conseguiti e hanno permesso di rompere quel muro di diffidenza iniziale. Ciò è stato possibile anche perché offriamo alle popolazioni locali una assistenza sanitaria e chirurgica paragonabile a quella presente nelle strutture sanitarie italiane. Ci sforziamo per esportare una sanità di serie A”. “Anche da parte di Afmal c’è piena soddisfazione - ha sottolineato Fra’ Gerardo D’Auria, vice presidente Afmal - da queste parti, dove la sanità è a pagamento e le università non esistono, invecchiare è ormai un privilegio per pochi e la cataratta, un problema che in Italia si risolve praticamente in ambulatorio, rende cieche quasi due milioni di persone. Gli obiettivi raggiunti con questa edizione ci rendono orgogliosi di quanto realizzato e ci danno la forza per continuare in questo progetto. Tutto ciò ci dà la forza per affrontare le prossime missioni”. Sul C130-J della 46^ brigata aerea di Pisa, volo coordinato dalla sala situazioni dello stato maggiore dell’Aeronautica, sono stati imbarcati, oltre a materiale umanitario di prima necessità, anche numerosi occhiali da vista, frutto di una raccolta di solidarietà promossa da un’associazione di ottici italiani, la GreenVision. Si tratta di un progetto e di un'iniziativa che ha riscosso da subito il favore della gente, invitata a raccogliere occhiali in disuso che vengono poi monitorati e catalogati. Fonte: Stato Maggiore Aeronautica
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