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| Anno 2007 | |
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Il totale dei fondi destinati calcolando la somma dei Paesi donatori è sceso per il 2006 del 4,5 % rispetto all’anno precedente raggiungendo i 104,4 miliardi di dollari. È quanto emerge dal rapporto del Development assistance committee (Dac) dell’Ocse relativo alle risorse allocate dai paesi Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Organization for economic co-operation and development - Oecd) per l’Aiuto allo sviluppo (Aps), quanto cioè i paesi donatori scelgono di destinare alla lotta alla povertà nei paesi in via di sviluppo, che è stato reso noto in questi giorni.
Per quanto riguarda l’Italia il contributo alla cooperazione internazionale nel 2006 è stato di 3.641 milioni, pari allo 0,20%del pil. La differenza percentuale complessiva segna meno 30,6% rispetto al 2005; in cui si raggiunse una cifra "gonfiata" di Aps (0,29%) con la cancellazione del debito estero dell’Iraq e della Nigeria. Ma anche eliminando dalla cifra complessiva del 2005 i debiti nigeriano e iracheno, l’Italia nel 2006 si situa molto al di sotto rispetto agli altri paesi donatori con un calo del 42 per cento degli aiuti allo sviluppo (1.596 milioni di dollari in meno). "Gli altri paesi europei - afferma Sergio Marelli, presidente Associazione Ong italiane - hanno rispettato la tappa intermedia del 2006 in vista del 2015, anno in cui si dovrebbe stanziare lo 0,7% per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio, tranne l’Italia (ancora allo 0,20) insieme a Grecia (0,16%) e Portogallo (0,21%). Ma nel nostro caso è ancora più grave: siamo l’unico paese che fa parte del G8 e che discute nei vertici internazionali senza aver rispettato gli impegni sottoscritti in precedenza in sede europea. Anche nel 2007 i fondi stanziati per l’Aps non sono sufficienti". "A pochi giorni dalla approvazione definitiva della Legge Finanziaria – continua Marelli - noi torniamo a chiedere di aumentare le risorse almeno fino allo 0,33%, come era stato scritto nel Dpef lo scorso giugno e poi smentito nei fatti. La Finanziaria non è chiusa ancora – conclude - il Governo aumetando i fondi può rimediare al ritardo dell’Italia nella cooperazione allo sviluppo, dando così un segnale forte che inverta la tendenza che vede il nostro paese sempre più in fondo alle classifiche internazionali nella lotta alla povertà e alla fame". Fonte: Aise
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