Anno 2007

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Bosnia, dagli accordi di Dayton alla chiusura delle task force

Giovanna Ranaldo, 30 maggio 2007

Dopo la morte di Tito (il 4 maggio 1980), in Bosnia si verificarono crescenti tentativi di accentrare il controllo del governo, mentre continuava ad aggravarsi la situazione economica (come accadde nella maggior parte degli Stati comunisti dell’Europa orientale). A complicare il quadro generale del Paese, il ritorno in patria degli jugoslavi emigrati all’estero di fronte alla crisi dell’economia nell’Europa occidentale e la fine della posizione privilegiata della Jugoslavia, che si collocava tra i paesi non allineati.

Le condizioni di deterioramento dell’economia accompagnarono le tensioni etniche. Nonostante ciò, nel febbraio del 1984, la città di Sarajevo ospitò con successo le Olimpiadi Invernali, un simbolo universale di pace e tolleranza. Il 6 aprile 1992 la comunità europea e gli Usa riconobbero la Bosnia Erzegovina come stato indipendente e sovrano. Cinque giorni dopo, ribelli dalla Serbia, supportati dai locali B-Serbi, assaltarono la città di Bijeljina, uccidendo cento mussulmani disarmati. L’esercito nazionale Jugoslavo (Jna) accerchiò le principali città bosniache (Sarajevo, Tuzla, Mostar e Bihac), dando inizio all’assedio di Sarajevo durato 44 mesi.

Tutti i Bosniaci disertarono il Jna (non volevano combattere contro i propri connazionali) e l’esercito nazionale jugoslavo divenne una forza tutta Serba: Esercito della repubblica Serba della BiH, sotto il comando del generale Ratko Mladic (attualmente ricercato per crimini di guerra). In Bosnia, l’esercito B-Serbo cominciò una operazione di pulizia etnica. Nel mese di giugno, la Nato stabilì una pattuglia navale nell’adriatico per far applicare le sanzioni contro la Serbia (Operazione Sharp Guard).

Il 28 Agosto 1995, un proietto di mortaio colpì il mercato al centro di Sarajevo uccidendo 37 civili, replicando l’attacco del febbraio del 1994, che uccise 68 persone. In risposta, la Nato lanciò un’operazione aerea durata 15 giorni. Il risultato degli attacchi aerei, così come le perdite a Krajina, portarono i B-Serbi a mostrare la volontà di negoziare la pace.

Nella base dell’aviazione statunitense di Wright Peterson in Ohio, il 21 novembre 1995 Slobodan Milosevic, Alija Izetbegovic e Franjo Tudjman, raggiunsero l'accordo di pace, che da allora prese il nome di Accordo di Dayton, firmato ufficialmente a Parigi il 14 dicembre. Gli accordi hanno designato il capo dell'Ufficio dell'Alto rappresentante Ohr (il cui mandato avrà termine il 30 giugno 2007), come ‘l'autorità definitiva sul campo per quanto riguarda l'interpretazione di questi accordi nell'implementazione civile del processo di pacificazione’. Essi stabilirono che la Bosnia Herzegovina fosse ricostituita sotto forma confederale da due entita’ politiche: Federazione della BH e Repubblica serba della BH.

Dallo schieramento di Eufor nel dicembre 2004, in Bosnia Erzegovina il livello di sicurezza generale è costantemente migliorato. Sono aumentate anche le capacità delle autorità locali di far fronte alle minacce dirette al mantenimento di un ambiente stabile e sicuro. Ciò ha consentito di implementare una policy di autogestione da parte delle istituzioni bosniache e quindi del disimpegno dell’Ue nella Bosnia Erzegovina.

Il 28 febbraio scorso, il segretario generale della Ue, Javier Solana, ha deciso una progressiva riduzione degli assetti operanti nel Teatro bosniaco e la conseguente chiusura delle Mntf (Multinational task force). Questo processo di transizione ha richiesto una pianificazione articolata in più fasi: la prima è stata la ‘preparation’ iniziata dal P-Day (preparation day) l’11 dicembre 2006, a seguito della decisione del Consiglio della Ue di iniziare la transizione di Eufor, culminata nella decisione del ‘D-day’ del 28 febbraio 2007 di rendere effettiva la riduzione degli assetti nel teatro bosniaco.

Il secondo step è stato l’implementation. Ha avuto inizio dal D-day e si è concluso a fine aprile 2007 (dopo un periodo di otto settimane) con il conseguimento da parte dell’HQ (headquarters) di Eufor della Full operational capability (Foc-day); La terza fase è quella del ‘disbandment’. A partire dal Foc-day si concluderà ogni attività operativa delle Mntf.

Conclusa la fase di transizione, Eufor sarà strutturata su: Force HQ presso Camp Butmir (con personale multinazionale); un battaglione multinazionale di manovra (multinational battalion) con assetti nazionali di supporto; Integrated police unit (Ipu) composta da un HQ, due compagnie, un elemento specialistico, team logistico e amministrativo e cellula di supporto nazionale; cinque Regional coordination centre (Rcc), distribuiti a Banja Luka (Rcc 1), Mostar (Rcc 2) Sarajevo (Rcc 3), Tuzla (Rcc 4), Zenica (Rcc 5) dei Liaison and observation teams (Lot), dagli stessi Lot e dagli assetti Humint; assetti aerei costituiti da elicotteri medi e leggeri per fornire mobilità aerea alla forza, incluse capacità Medevac (Medical Evacuation) e Sar (Search and Rescue); Forze di riserva costituite dalla riserva operativa e dalla riserva strategica della Nato e dalle Tacres (Tactical Reserve) di Kfor; assetti di Force protection, di Polizia militare e piccole capacità Eod (explosive ordnance disposal), inoltre ogni contingente avrà una propria cellula nazionale di supporto (Nse).

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