Anno 2008

Cerca in PdD


Libano, sono strumentali le accuse di Haaretz al generale Graziano

Franco Apicella, 29 aprile 2008

Fonti israeliane citate dal quotidiano israeliano Haaretz in un articolo pubblicato il 28 aprile hanno accusato Unifil di “nascondere intenzionalmente informazioni relative alle attività di Hezbollah a sud del fiume Litani in Libano”. L’episodio di intrusione di un mezzo con miliziani Hezbollah che avevano “negato la libertà di movimento a una pattuglia di Unifil” (come ammesso da una collaboratrice del segretario generale dell’Onu) non sarebbe l’unico accaduto in questi mesi. Ma ancora più grave è l’accusa nei confronti del generale Claudio Graziano, il comandante della missione Onu, che interpreterebbe il suo mandato in maniera tollerante nei confronti di Hezbollah.

Unifil ha subito definito in una sua replica “inaccettabili” e “del tutto prive di fondamento” le accuse pubblicate dal quotidiano israeliano. Solo due giorni prima - il 26 aprile - Unifil aveva dovuto rilasciare un analogo comunicato, riportato dalla testata libanese An-Nahar, per smentire una supposta accondiscendenza dei Caschi blu nei confronti di Israele. Un certo malumore da parte libanese c’era già stato lo scorso marzo quando, in risposta alle ipotesi di ritiro del contingente italiano avanzate dall’ex ministro della Difesa Martino, il presidente del parlamento Berri avevano chiesto chiarimenti all’ambasciatore italiano.

Il ministro della Difesa in pectore Frattini ha commentato gli ultimi sviluppi della situazione in Libano in maniera distaccata, precisando che l’Italia non ha presentato alcuna richiesta per modificare le regole di ingaggio attualmente in vigore per Unifil e che eventuali proposte dovranno venire dalle unità italiane schierate sul terreno. Dopo le dichiarazioni rilasciate il 16 aprile dal futuro presidente del Consiglio sull’intenzione di rivedere le regole d’ingaggio oggi la responsabilità viene rimbalzata ai vertici militari della missione, che peraltro fino a poco tempo fa ritenevano adeguati gli strumenti operativi e giuridici a loro disposizione.

Il ministro della Difesa spagnolo, la signora Carmen Chacon, lo stesso giorno in cui Haaretz pubblicava l’articolo con le accuse a Unifil, ha visitato le unità del suo Paese schierate in Libano. Nel giugno 2007 sei soldati spagnoli avevano perso la vita in un attentato, il più grave da quando Unifil ha assunto la nuova configurazione dopo i combattimenti dell’estate 2006 tra le forze armate israeliane ed Hezbollah. La visita in Libano del ministro spagnolo, incinta di sette mesi, segue quella fatta in Afghanistan lo scorso 19 aprile. Si è trattato certamente di un’attività istituzionale programmata; anche l’interesse mediatico per il particolare stato del ministro si è ridotto. Resta la coincidenza dell’articolo di Haaretz con la visita.

E’ evidente che i principali contendenti nei vari teatri di operazione dove sono schierate forze multinazionali si mantengono al corrente delle vicende di politica interna dei Paesi che inviano i loro contingenti e cercano di strumentalizzarle ai loro fini. Mettere sotto pressione il comandante di Unifil - italiano - significa indirettamente coinvolgere il governo italiano per indurlo a proporre una revisione del mandato della missione, che da parte israeliana si vorrebbe più stringente nei confronti di Hezbollah. E’ solo un possibile esempio che è bene lasciare come puro esercizio scolastico.

Sarebbe grave lasciarsi coinvolgere dalle strumentalizzazioni che le parti in causa mettono in opera con sorprendente tempismo. Ancora più grave sarebbe se i problemi della Difesa e soprattutto le scelte operative da fare nelle missioni militari diventassero strumento di contesa politica interna. E’ già accaduto e ogni volta si spera non debba ripetersi; almeno per rispetto dei soldati italiani.

FAI CLICK SU QUESTO LINK ED ESPRIMI LE TUE IDEE NEL FORUM