Anno 2008

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Kabul, il cambio del drappo della bandiera del 9° alpini

Giuseppe Genovesi, 15 ottobre 2008

Kabul, 15 ottobre - In occasione del 136° anno di fondazione delle truppe alpine, si è svolta oggi a Camp Invicta, sede del contingente italiano a Kabul, una cerimonia commemorativa. L’attuale contingente che opera nella capitale afgana, è basato sul 9° reggimento alpini, agli ordini del colonnello Andrea Mulciri. La data dell’anniversario, è stata scelta dagli alpini del contingente italiano per procedere al formale rinnovo del drappo della bandiera di guerra del reggimento, ormai logoro dopo decenni di storia. Il 9° reggimento alpini nasce, infatti, il 1 luglio 1921 con i battaglioni Vicenza, Bassano, Feltre e Cividale, ed è inserito nella 3^ divisione alpina.

Negli ultimi 15 anni il reggimento ha preso parte alle missioni italiane nei vari teatri di operazioni in cui la nazione ha inviato propri uomini. La bandiera di guerra del reggimento, testimone di questa storia, è una delle più decorate delle truppe alpine e della fanteria italiana, annoverando tra le proprie onorificenze una croce di cavaliere dell’Ordine militare d’Italia per la guerra del 1915-1918; una croce di cavaliere dell’Ordine militare d’Italia, concessa per la partecipazione alla missione Enduring Freedom nel 2003; due medaglie d’oro al valor militare, per l’eroico comportamento sul fronte russo e su quello greco-albanese nel secondo conflitto mondiale; quattro medaglie d’argento al valor militare, tributate durante la 1^ e la 2^ guerra mondiale, nonché per le gesta durante guerra di Liberazione; due medaglie di bronzo al valore dell’Esercito, per la partecipazione all’opera di soccorso prestata alla popolazione nel sisma del 1976 a Tolmezzo e nel sisma del 1980 a Potenza.

La bandiera della Repubblica è il simbolo della Patria e come recita il Regolamento di disciplina militare “la bandiera da combattimento affidata ad una unità militare è il simbolo dell’onore dell’unità stessa, nonché delle sue tradizioni, della sua storia, del ricordo dei suoi caduti. Essa va difesa fino all’estremo sacrificio. Alla bandiera vanno tributati i massimi onori”. In Italia le bandiere di guerra sono affidate agli enti militari e presentano delle caratteristiche particolari rispetto alle normali bandiere utilizzate dall’apparato statale della pubblica amministrazione.

Sono costituite da cinque elementi. Un puntale che è la parte superiore dell'asta e presenta il simbolo della Repubblica Italiana, l'incisione del nome dell’unità, l'anno in cui è stata rilasciata, le decorazioni e il nome di un eventuale donatore. Altro elemento è l’asta, ricoperta di velluto verde, con delle bullette che avvolgono a spirale la lunghezza dell'asta. Il drappo, inteso come bandiera in senso stretto, in seta di forma quadrata, ha una grandezza 99x99 centimetri, di colore verde, bianco e rosso (33 centimetri per colore), eccezion fatta per la bandiera di guerra della Marina Militare, che presenta al centro della parte bianca lo stemma delle quattro Repubbliche Marinare coronate. Il fiocco in seta di colore blu largo 8 centimetri e lungo 66 centimetri, è ricoperto di nero in caso di lutto. Infine, ultimo elemento è il cordoncino argentato, legato insieme al fiocco tra il puntale e l'asta, ed ha una lunghezza di 68 centimetri.

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