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| Anno 2008 | |
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Vladivostok, Russia (Reuters) - Venti persone sono rimaste uccise a bordo di un sottomarino nucleare russo nell'Oceano Pacifico, il peggiore disastro per la marina russa dall'affondamento del Kursk otto anni fa. Un portavoce della marina russa ha detto che 208 persone erano a bordo del sottomarino quando si è verificato un incidente nell'attivazione del sistema antincendio durante delle esercitazioni in mare. Il portavoce ha precisato che il reattore nucleare è intatto e che i livelli di radiazioni sono normali.
Per il numero di vittime si tratta del peggiore incidente per la marina russa da quando il sottomarino nucleare Kursk affondò nel Mare di Barents nel 2000 con tutti i 118 marinai a bordo. Gli inquirenti sospettano che le vittime siano morte inalando del gas tossico utilizzato per estinguere le fiamme quando il sistema antincendio del sottomarino si è guastato durante un'esercitazione. Non è chiaro al momento come mai i respiratori portatili non abbiano salvato l'equipaggio. "Venti persone sono morte", ha detto l'ufficio del procuratore generale in un comunicato. "I risultati di una indagini preliminare mostrano che la morte è avvenuta come risultato dell'inalazione di gas freon". Altri 21 sono rimasti feriti e sono stati portati all'ospedale militare di Vladivostok. Molti dei passeggeri erano civili che lavoravano per la società che ha costruito il sottomarino. Il presidente Dmitry Medvedev ha ordinato al ministero della Difesa di svolgere una inchiesta approfondita sulle cause dell'incidente, secondo quanto riferito dall'ufficio stampa del Cremlino. L'ex numero uno del Cremlino Vladimir Putin, presidente da pochi mesi all'epoca del disastro del Kursk, era stato criticato per non aver reagito tempestivamente. La marina russa ha subito una serie di incidenti mortali, nonostante un aumento nei fondi e i tentativi del Cremlino di utilizzare la sua flotta dell'era sovietica per mostrare la sua influenza.
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