Anno 2008

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Aeronautica, medaglia d’oro al Corpo sanitario per impegno in Africa

Pagine di Difesa, 21 novembre 2008

Il giorno venerdi 21 novembre l’Accademia di storia dell’arte sanitaria ha conferito la medaglia d’oro del premio “Umanizzazione della medicina 2008” al Corpo sanitario dell’Aeronautica Militare. La medaglia è stata concessa con la seguente motivazione: “Per l’impegno nell’iniziativa umanitaria “Ridare la luce” svolta, negli ultimi cinque anni, dai medici militari nell’area sub-sahariana, una delle zone più povere del continente africano. Il personale del Corpo sanitario dell’Aeronautica Militare è stato protagonista in ogni missione di pace e umanitaria italiana all’estero degli ultimi anni e ha messo a disposizione della popolazione locale, con continuità, le proprie professionalità mediche. Fedeli al proprio motto: Per seguir virtute et canoscenza”.

Il riconoscimento è stato consegnato dal professor Angelo Capparoni, presidente dell’Accademia, nelle mani del generale ispettore capo Manlio Carboni, capo del Corpo sanitario dell’Aeronautica Militare. Il generale Carboni al momento del ritiro del riconoscimento ha affermato: “Per noi è un grande onore ricevere questa onorificenza a testimonianza che l’attività del Corpo sanitario aeronautica è apprezzata a tutti i livelli. Il progetto ridare la luce è un motore potente che deve essere continuamente alimentato, e questo riconoscimento è il carburante per andare avanti. Esperienza questa che spinge chi l’ha vissute a tornare perché e in tutti forte la sensazione di non aver finito”.

La cerimonia si è svolta alle ore 10.00 nella Sala Alessandrina del complesso monumentale dell’ospedale Santo Spirito di Roma e ha dato inizio al Congresso nazionale di storia della medicina. La prolusione è stata tenuta dal professore Giuseppe Armocida, ordinario di Storia della medicina dell’università dell’Insurbia di Varese.

Oltre al compito di difendere lo spazio aereo nazionale, l’Aeronautica Militare è da diversi anni impegnata nel fornire il proprio contributo alle sempre più frequenti missioni internazionali. Missioni richieste dall’Onu, dalla Nato, dall’Unione Europea o da coalizioni di Stati, che hanno il compito aiutare quei Paesi in difficoltà dopo un conflitto, una crisi interna, un cataclisma o carestie.

Paesi, questi, caratterizzati da una instabilità diffusa, da degrado economico, da una conflittualità espressa o latente, da vaste aree di disagio sociale, ove si negano i diritti fondamentali. Qui nascono i germi del terrorismo internazionale. Un terrorismo che trova, anche nelle difficili condizioni sanitarie, un ambiente ideale per creare instabilità e sofferenza nelle popolazioni locali. Dal 2004 il Corpo sanitario dell’Aeronautica militare, in collaborazione con il Fatebenefratelli, ha svolto nove missioni nelle zone più povere dell’Africa sub-sahariana, per curare la popolazione dalle malattie della vista, come la cataratta.

Ad oggi, grazie alla missione “Ridare la luce”, sono state effettuate oltre 20mila tra visite e operazioni chirurgiche agli occhi. Questa attività, oltre al nobile fine di aiutare chi ha bisogno, consente di investire in termini di prevenzione contro quelle emergenze sanitarie che possono trasformarsi in crisi sociali, con ripercussioni internazionali.

Fonte: Stato Maggiore Aeronautica

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