Anno 2008

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L’ammiraglio Lertora: gli AV-8 di Grottaglie al centro del mondo

Giovanna Ranaldo, 9 luglio 2008

“Sono molto soddisfatto. Questo simulatore è in grado di addestrare due piloti nello stesso momento con due cockpit diversi, riuscendo effettivamente a riprodurre quello che è l’elemento minimale, la pattuglia di due aerei che vanno in volo, cosa che altri apparati non riescono a fare. Siamo orgogliosi, è l’unico simulatore al mondo che ha queste caratteristiche”. E’ pago e sorridente l’ammiraglio Giuseppe Lertora, comandante in capo della Squadra navale (Cincnav), mentre si aggira in linea di volo tra gli AV-8B "Plus" – Harrier II, rischierati presso la stazione aeromobili della Marina militare a Grottaglie (Taranto). In volo uno dei caccia subsonici è impegnato in alcune manovre sul piano verticale. Si tratta di evoluzioni dimostrative in occasione della cerimonia di consegna del primo dei due sistemi S2F176 Trainer Device, un aggiornamento del simulatore di volo degli Harrier del Gruppo aerei imbarcati (Grupaer), che si è svolta lo scorso 27 giugno nel cuore della base di Maristaer.

“Come comandante della Squadra – continua l’ammiraglio – ho una maggiore garanzia, grazie a questo simulatore, che quel livello addestrativo che è fondamentale per compiere le operazioni reali, ottiene in maniera attiva, un incremento notevole per quanto riguarda la sicurezza e la capacità di operare. E’ un simulatore che materializza ed emula la situazione tattica che meglio risponde a quelle che sono le esigenze”. Il programma di sviluppo e produzione dell’apparato (due cockpit di pilotaggio, sala computer, postazione piloti istruttori e impianti ausiliari elettrico-idraulico-pneumatico, incluso l’edificio che ospita il sistema) è costato circa 25 milioni di euro e fu consegnato alla Forza armata nel maggio 2001. Da allora le evoluzioni che hanno interessato la sfera operativa e quella tecnologica, hanno reso necessaria una modifica radicale dell’intera struttura, sia nella parte software che hardware, per meglio adattarsi alle rinnovate esigenze della Difesa.

Si tratta di un simulatore di volo per i velivoli AV-8B Plus, definiti anche Harrier II, il caccia ognitempo monoposto subsonico, evoluzione diretta dei V/STOL (Vertical/Short Take-Off and Landing, atterraggio e decollo verticali/corti) della British Aerospace prodotti su licenza dalla Boeing, fornito tra l'altro, di una dotazione avionica tra le più avanzate. La Marina militare impiega l'Harrier II Plus principalmente come intercettore per la difesa aerea della flotta, con un ruolo secondario di attacco. Rischierati sulla unità portaerei Giuseppe Garibaldi, gli AV-8, richiedono ai piloti e agli specialisti una competenza a tutto tondo, poiché le manovre di appontaggio (atterraggi e decolli sul ponte di volo), possono costituire un momento delicatissimo della missione, soprattutto con condizioni di mare particolarmente avverse (turbolenza, rollio della piattaforma).

Il simulatore viene gestito dal team del Gruppo aerei imbarcati (Grupaer), tramite l’ufficio operazioni di base e trae origine da un contratto di supporto logistico Cls (Contract logistic support) integrato, fornito dall’azienda spagnola Indra, che già dal 2001 garantisce una media di oltre duemila ore/anno (mille ore per cockpit) di disponibilità operativa, oltre alla fornitura di parti di ricambio, della manutenzione impiantistica e dell’edificio. Il tutto assicurato da uno staff di tecnici e operatori della ditta, coadiuvati dal personale specialista della Forza armata. Le missioni tattiche riproducibili sul simulatore sono molteplici e differenti per livello di addestramento raggiunto e per tipologia di apparati e armamenti utilizzabili; variano dal volo di familiarizzazione, fino alle più complesse missioni nel ruolo di ricognitore armato (Armed Recce).

I principali vantaggi ottenuti con l’aggiornamento del S2F176 non sono quantificabili soltanto in termini economici, che pure rappresentano un importante traguardo, quanto in termini di sicurezza per il personale, oltre a determinare un significativo aumento dell’efficacia formativa. “Mediamente, l’ora di volo con questi aerei può avere un costo che varia dai 12mila, ai 18mila euro, in funzione del tipo di missione – spiega l’ammiraglio Lertora – chiaramente, quando si parla di economizzare, il simulatore porta dei risparmi importanti, ma soprattutto il risparmio è in vite umane”. Un punto sul quale l’ammiraglio si sofferma con fermezza, proteso come sempre alla tutela della sicurezza e del benessere dei propri uomini.

L’altro punto di forza dell’aggiornamento dell’impianto (la Marina italiana è l’unica al momento ad avere un apparato ‘dual cockpit’ sito nello stesso polo logistico), sta nella configurazione del sistema, comune con i simulatori (single cockpit) AV8B dell’ US Marine Corps (Usmc) e la componente volo della Spagna, con un conseguente miglioramento delle capacità operative da sviluppare nella sfera combined. “Dal punto di vista delle attività alleate – sottolinea il comandante in capo della Squadra navale - ogni giorno abbiamo navi che operano nel contesto dei gruppi della Nato; devo dire che stiamo facendo un’ottima figura soprattutto nell’ambito dell’efficienza operativa”.

Sorride l’ammiraglio, nonostante il caldo afoso di una mattinata pugliese che designa un nuovo memorabile avvenimento per la componente volo della Marina militare. Dopo un briefing introduttivo sulle principali caratteristiche e l’evoluzione del primo dei due sistemi S2F176 Trainer Device, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione, con il taglio del nastro affidato alla madrina statunitense, la signora Aida Matta, project manager (mediatore governativo) per il governo americano. La consegna del secondo cockpit è prevista per il mese di marzo 2009, da quel momento le due strutture avranno la facoltà di operare sia in modalità ‘stand alone’ che in ‘joint mission’. Si tratta di due alternative frutto di precise indicazioni da parte degli specialisti della Forza armata: nel primo caso i piloti hanno la possibilità di programmare la propria missione e scegliere in modo indipendente l’ambiente tattico in cui effettuarla. In una situazione ‘joint mission’, entrambi i piloti condividono lo stesso scenario tattico e interagiscono tra loro con tutti i sistemi di comunicazione, scoperta e di armamento del velivolo.

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