Anno 2008

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Maristaer, nuovo sistema di simulazione di volo per i caccia subsonici

Giovanna Ranaldo, 9 luglio 2008

Quando si attraversa l’ingresso principale della stazione aeromobili della Marina militare (Maristaer) a Grottaglie, Taranto, la prima cosa che colpisce è il clima di serenità che si respira nel dedalo dei vari ingressi agli hangar dei Gruppi. Il merito, ci spiegano in molti, è del comandante, il capitano di vascello Giorgio Sciubba, da tutti considerato un esempio di vita per la straordinaria professionalità e la passione che caratterizzano il suo quotidiano impegno. E’ proprio lui ad accoglierci e a spiegarci le ragioni di questa scelta di rinnovare radicalmente l’ apparato di simulazione per i caccia subsonici (che si configura come unico al mondo), proprio in occasione della inaugurazione del primo dei due sistemi S2F176 lo scorso 27 giugno.

“Per l’aggiornamento del simulatore abbiamo speso meno di quanto ci si potesse aspettare – spiega il comandante Sciubba - e comunque la valutazione economica è stata fatta sulla base di quelli che saranno poi i grossi risparmi che il simulatore ci darà in futuro”. In particolare, le installazioni e le integrazioni che hanno interessato la struttura, riguardano: il più recente sistema operativo dell’AV-8 (H4.0), con predisposizione a ricevere il successivo (H5.0); l’aggiornamento e l’implementazione dei sistemi d’arma Amraam (Advanced medium range air to air missile) e Jdam (Joint attack direct ammunition – bombe a guida Gps); le nuove procedure di emergenza previste dal manuale operativo.

Relativamente al sistema, sono stati introdotti tra gli altri: un nuovo generatore di immagini, incluso il database grafico realizzato con immagini satellitari (con risoluzione dei dettagli che vanno da 27m a 0.5m); la generazione dello scenario Nvg (Night vision goggles – visori notturni a intensificazione di luce), che consente l’impiego dei visori reali; un nuovo sistema di visualizzazione dell’immagine, che realizza uno scenario visibile su 360° con impiego di proiettori commerciali e schemi a retroproiezione; l’aggiornamento dei modelli di nave Garibaldi, il San Giorgio e il Cavour.

“Si tratta di apparato di ultimissima generazione – chiarisce il comandante Sciubba nel corso della visita alla struttura - il più avanzato in Europa, e ci consente di volare un buon 30% di missioni in più sul simulatore, prima ancora di andarlo a fare sull’aereo. Ciò vuol dire avere un pilota sul caccia già pronto a rendere al meglio e non a imparare la missione sul posto. Questo vale anche per i nuovi software che l’aereo riceverà in futuro: il simulatore avrà il software ben prima dell’ AV-8. Il pilota andrà sul velivolo non per imparare a usare il software o a prendere pratica, semplicemente a metterlo in atto”.

I benefici dell’ammodernamento rispetto alla parte hardware, determinano un abbattimento dei costi per la manutenzione del nuovo Display System e la diminuzione della spesa per la gestione ordinaria di computer standard e del sistema operativo Windows, perché la maggior parte dei componenti utilizzati sono commerciali. Ciò comporta, dal punto di vista logistico, una facile reperibilità delle parti, con riduzione dei tempi di approvvigionamento. La possibilità di connettere in rete l’intero apparato con altri similari (grazie ai nuovi sistemi), rappresenta un vantaggio fondamentale, non soltanto dal punto di vista operativo.

“Si tratta di un’innovazione importantissima – sottolinea Giorgio Sciubba - perché il simulatore consentirà l’interazione non solo tra i due cockpit che lo compongono, questa è una caratteristica unica al mondo (cioè possono interagire uno contro uno o tutti contro tutti), ma anche con gli apparati di altre piattaforme, tipo il nostro simulatore di EH-101 nella versione ‘air defence’, che sarà in grado, ancorché rischierato alla stazione elicotteri (Maristaeli) di Luni (Spezia), di interagire con queste cockpit. Mettere in mare una nave, un elicottero che fa da coordinamento alla difesa aerea e due velivoli, più eventuali forze opposte – evidenzia sorridendo il comandante - non è un’operazione che si riesce a fare tutti i giorni. Riuscire a poter simulare questo scenario completamente, una, due, più volte sui simulatori, vuol dire poi andare in mare e avere una missione che dovrebbe uscire fuori al primo colpo, un addestramento già visto e rivisto che si tratta soltanto di ‘volare’ sui mezzi effettivi con un risparmio economico notevolissimo”.

Ma c’è molto di più e questo il comandante (che tra le altre cose è anche un brillante pilota) lo sa molto bene. “Questi simulatori, ci consentiranno inoltre di interagire con le strutture dei colleghi spagnoli e dei Marine, la cui configurazione è identica. Al momento noi siamo avvantaggiati, perché il nostro sistema è stato l’ultimo a essere realizzato. In più il nuovo (che costituisce la seconda cockpit, la cui consegna è prevista per marzo 2009), sarà ancora più avanzato rispetto a questo, ma sempre in osmosi con i nostri e con la linea di dati ad alta velocità che potrebbe essere un internet o una via satellite. Questi simulatori possono collegarsi con i similari sistemi a Yuma o Cherry Point e volare in missioni congiunte. La cosa importante è il database grafico, che gira sulla stessa configurazione e ha la stessa struttura. In questo modo possiamo passare il database grafico di Grottaglie, avere quello di Yuma e decidere, oggi, di volare tutti insieme una missione a Yuma, e magari domani in acque internazionali. Insomma, Grottaglie al centro del mondo”.

Visitando l’edificio che ospita tutto il sistema di simulazione di volo, si notano subito le migliorie. La struttura riproduce fedelmente il cockpit del velivolo, ovvero l’insieme della cabina di pilotaggio con tutta la strumentazione e il software. Nella parte davanti è predisposto un apparato video che riporta immagini a elevatissima risoluzione (perfino il tramonto pare evocare sentimenti di serenità e rilassatezza). Si tratta della risultante di mappe digitalizzate, ottenute tramite l’impiego di satelliti commerciali, che in alcune particolari aree raggiunge l’eccezionale risoluzione di circa 50 cm.

L’interazione tra le due cockpit di cui è dotato il simulatore, consente di operare anche in modalità ‘joint mission’, in questo caso i piloti condividono lo stesso scenario tattico interagendo con i sistemi di comunicazione, scoperta e armamento. Questa configurazione permette ad esempio di addestrarsi all’utilizzo combinato del pod Northhrop Grumman litening At, di cui sono stati recentemente dotati gli AV-8. Il pod è un sensore che incorpora una video-fotocamera digitale per la ricognizione aerea, un sensore Flir (Forward-looking infrared) e un puntatore laser. Il pilota del cockpit A (leader della formazione), volando con quello del cockpit B (gregario), sarà in grado di ricercare il bersaglio (‘targeting’) e tramite l’utilizzo del laser, guidare le bombe Mk-82 e Mk-83 (munizionamento di precisione a guida laser), rilasciate dal pilota dell’altro cockpit.

Questo utilizzo simultaneo di due cockpit trova un’importante applicazione anche nello svolgimento delle operazioni notturne che prevedono l’utilizzo, da parte dei piloti, di sistemi di visione notturna Anvis-9 Nvg (Night vision goggle). Il simulatore offre l’opportunità di scegliere fra sette livelli di luminosità in ambiente post-crepuscolare, dal buio completo al ‘full moon’ (luna piena). Le capacità del nuovo Visual system per quanto riguarda la simulazione dell’ambiente esterno, il cosiddetto ‘enviroment’, sono davvero notevoli. Gli effetti meteo, prevedono nuvolosità multi-strato con addensamenti tridimensionali e simulazione di neve, pioggia e temporali.

Per consentire ai piloti di effettuare una migliore valutazione del danno, conseguente l’utilizzo di armamento (‘damage assessment’), il nuovo visual database è stato arricchito con un elevato numero di effetti grafici che vanno dalle esplosioni di varia natura al rilascio di armamento. Il Display subsystem (M2dart) è costituito da una struttura denominata ‘Dome’ al cui interno è sistemata la cabina di pilotaggio (cockpit) avvolta da otto schermi a retro-proiezione sui quali è riprodotto lo scenario tattico in cui si svolge la simulazione. La proiezione dell’immagine avviene attraverso otto proiettori del tipo Barco 908, più un nono dedicato alla riproduzione del Head up display (Hud) sullo schermo frontale.

La stazione istruttori/operatori (Instructor operator station - Ios) è stata anch’essa oggetto di ammodernamento. Le obsolete consolle ‘Sylicon Graphics’, sono state sostituite da più moderne punti operativi dotati di personal computer ‘Windows based’. La Ios dispone di cinque postazioni, ciascuna corredata di monitor 26”. Il software di gestione è stato sviluppato attraverso la sinergia tra il personale della Marina militare e la ditta Indra. La stazione rappresenta il punto strategico del sistema che consentirà agli specialisti, attraverso procedure programmate, di interagire con il sistema sia per effettuare i controlli di funzionalità ed efficienza del simulatore, che per l’investigazione di eventuali anomalie o malfunzionamenti. Un’ulteriore funzione del Ios è quella denominata ‘Mission Planning’, utilizzata per creare un numero teoricamente infinito di missioni diversificate e di memorizzarle per un utilizzo successivo. Le peculiarità del simulatore AV-8 italiano lo rendono uno dei sistemi più avanzati al mondo.

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