Anno 2008

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Gli AV-8 della Marina, dal primo appontaggio al nuovo S2F176

Giovanna Ranaldo, 9 luglio 2008

Il 23 agosto del 1992 per la prima volta ‘appontava’ sul ponte di volo della portaerei Garibaldi, l’AV-8 Plus, davanti a un gruppo di persone collocate a prora dell’unità navale. Protagonista dell’evento, un giovane Giuseppe Cavo Dragone, che in occasione dell’inaugurazione dell’ammodernamento del simulatore di volo dei caccia subsonici alla Stazione aeromobili di Grottaglie (Taranto), lo scorso 27 giugno, ricorda con emozione quei particolari momenti e spiega cosa è cambiato nell’evoluzione della componente volo della Marina. “Il primo pilota di Harrier è stato il comandante Russo – racconta a il contrammiraglio Cavo Dragone, oggi comandante delle Forze aeree della Marina militare italiana, Comforaer - io sono stato il primo ad avere il privilegio di ‘appontare’ sulla portaerei”.

“Avevamo questi velivoli da maggio 1992 – continua l’ammiraglio - erano quattro o cinque mesi che lavoravamo, quindi con scarsissima esperienza. Tutto quello che potevamo fare l’abbiamo fatto, però in pochi mesi si concretizzano un certo numero di ore di volo, ma non di più. Abbiamo deciso di mettere in atto questa manovra che prevedeva che il Garibaldi fosse ancorato a Norfolk e noi arrivassimo con gli Harrier da Cherry Point e davanti a una ‘audience’ di circa 100-120 persone, sedute a prora della nave, con il comandante Izzi, che era il mio secondo a quel tempo, siamo arrivati con i caccia. E’ stata una scommessa perché non l’aveva mai fatto nessuno e, soprattutto, non l’aveva mai fatto un pilota che avesse soltanto 80 ore di volo sul velivolo.

Confessa senza riserbo l’emozione di quel momento, ammettendo con un sorriso che in quegli attimi i valori emozionali risultavano di certo sovvertiti dall’importanza di una simile missione. Conversando, si sofferma sul valore addestrativo del sistema di simulazione di volo utilizzato nel ’92 per la loro preparazione. “Ci eravamo sottoposti all’attività formativa nei simulatori presso le sedi degli spagnoli e degli americani, era una generazione precedente a questo di oggi, ma abbiamo fatto tanto, soprattutto dal punto di vista delle emergenze”.

“Questo che inauguriamo oggi alla stazione aeromobili di Grottaglie – continua l’ammiraglio Cavo Dragone - è un sistema che al di là delle garanzie sull’attività finalizzata alla gestione delle situazioni di emergenza, rappresenta un grosso salto di qualità dal punto di vista tattico. La possibilità di riprodurre pressoché realmente, con una banca digitale satellitare, le immagini che un pilota si troverà a dover vedere quando per la prima volta sorvolerà determinate zone e si troverà davanti al cosiddetto ‘bersaglio’, rappresenta un grosso vantaggio. Il simulatore è sempre un sistema che vale ben di più di un velivolo”.

Il 30 per cento delle missioni di volo basiche e avanzate potranno essere volate sui due sistemi S2F176 (la Marina italiana è l’unica al momento ad avere un apparato ‘dual cockpit’ sito nello stesso polo logistico), con un conseguente abbattimento dei costi e l’incremento delle ore di addestramento, con particolare riferimento alle attività A/A (Air to Air) e tattiche di combattimento avanzate. L’altra novità del nuovo apparato sta nell’allargamento del bacino di operatori che potranno usufruire del sistema, sia per l’iter addestrativo che per il mantenimento delle qualifiche. Opereranno in maniera congiunta con i piloti: i controllori del traffico aereo, quelli di intercettazione e i fucilieri del reggimento San Marco.

“Le scelte a suo tempo fatte, sono state molto lungimiranti – conclude Cavo Dragone - perché oggi che abbiamo costrizioni di bilancio, possiamo riorientare l’addestramento sul simulatore, con totale soddisfazione e sicurezza dei piloti. Questo è il miglior simulatore di volo e, aggiungerei, per i migliori piloti di aviogetto al mondo”.

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