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| Anno 2009 | |
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Sabato 24 gennaio ho ascoltato alla radio (in due radiogiornali, alle 12.30 e alle 13.30) una accesa dichiarazione del presidente del Consiglio, secondo la quale intenderebbe impiegare 30mila soldati - dieci volte quelli attualmente utilizzati - in attività di ordine pubblico per garantire la sicurezza dei cittadini.
A completamento della dichiarazione, il presidente Berlusconi aggiungeva che “è inutile per i soldati fare la guardia al Deserto dei Tartari, ma è meglio combattere contro le forze del Male”.
Non avrei creduto di dover raccogliere una tale affermazione letterariamente legata al periodo della Guerra Fredda - da me vissuta molti anni fa in una delle tante caserme di frontiera - in un contesto strategico completamente diverso. Le nostre forze armate - in primis l’Esercito - vivono in questo periodo storico una fase densa di impegni all’estero che comportano un pesante onere ed un logoramento di risorse umane e materiali da incidere pesantemente sulla stessa efficienza operativa. Conosce il Presidente gli impegni e la realtà dell’ Esercito? Il ministro della Difesa è dello stesso parere? Mi sembrano doverose alcune considerazioni. Cosa significa montare di guardia? Gli impegni assunti in sede internazionale possono essere considerati alla stregua di una vacua e sterile guardia alla Fortezza Bastiani? E’ questa la stima del Presidente verso i suoi soldati impegnati nelle aree di crisi? Oppure si riferisce va quelli che in sede si preparano per le missioni all’estero? In buona sostanza, il Presidente stabilisce una nuova priorità nell’impiego delle forze armate: in primis l’ordine pubblico, da sempre – e per legge - un compito di ausilio e di concorso. Peraltro, gli attuali volumi organici, oltretutto in contrazione per i pesanti tagli di bilancio e gli impegni assunti in sede internazionale, renderebbero comunque problematico riarticolare immediatamente le priorità. Ma con qualche maggior attenzione al messaggio, anche le forze di Polizia e i Carabinieri potrebbero essere stati mortificate. Infatti, 30mila soldati sulle strade sono la constatazione della totale inadeguatezza delle forze di polizia per garantire la sicurezza ai cittadini. Qual è la valutazione della minaccia, tale da giustificare una militarizzazione del territorio cosi pesante e repentina? Certamente la dimensione comunicativa da un palco elettorale in Sardegna di una esternazione per rassicurare la comunità, colpita da episodi inquietanti, potrebbe aver fatto amplificare toni e concetti. Tuttavia, resta il fatto di quella convinzione - comunque espressa – sulla inutilità dei soldati, che colpisce e può amareggiare chi si impegna in uniforme a tutelare anche l’immagine del proprio Paese.
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