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| Anno 2009 | |
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Quello varato negli anni 80 può essere considerato come uno dei progetti più ambiziosi mai avviati dalla Nato; con l’Nfr-90 (Nato frigate replacement) infatti, otto Paesi dell’Alleanza atlantica (Stati uniti, Canada, Regno unito, Francia, Germania, Italia, Spagna e Olanda) unirono i loro sforzi con l’obbiettivo di sviluppare una piattaforma comune del tipo, per l’appunto, di una fregata. Nel 1988 tuttavia, dopo anni di infinite discussioni e dopo i vari tentativi di finalizzare gli studi fino ad allora svolti, il programma Nfr-90 vide il ritiro dapprima degli Stati uniti e subito dopo del Regno unito; con l’abbandono dei suoi due più importanti partecipanti, esso collassò definitivamente.
Le differenze tra le diverse opinioni si erano fatte ormai inconciliabili e vertevano su molti aspetti essenziali. Il contrasto principale risiedeva però nell’idea americana di un’unità multi-missione; tale visione si scontrava con quella dei Paesi europei, che invece ne preferivano una focalizzata sulla difesa aera, e con quella del Canada, più interessata ai contesti antisom. Un aspetto rilevante, tale da determinare vistose differenze in termini di dimensioni della piattaforma e di sistemi d’arma imbarcati; tutti elementi ai quali si aggiungevano le solite considerazioni volte a privilegiare le visioni particolari dei singoli Paesi. Ma la fine del programma Nfr-90 non segnava certo la scomparsa del requisito per una nuova unità con certe caratteristiche; anzi, esso era diventato più che mai stringente, al punto che proprio in Europa si assistette alla nascita di due nuove iniziative - tra loro similari - volte a stimolare la collaborazione tra più Paesi. E così, mentre Regno Unito, Francia e Italia davano vita al progetto Horizon, destinato peraltro anch’esso a un parziale insuccesso visto il successivo abbandono del Regno unito stesso, Germania, Spagna e Olanda si accordavano sul Trilateral frigate cooperation (Tfc) program, avviato poi nel 1993. Un programma, occorre precisarlo subito, piuttosto atipico visto che escludendo fin dal principio lo sviluppo di una piattaforma comune per i tre Paesi, esso puntava piuttosto allo scambio di informazioni per facilitare l’adozione di componenti comuni e il loro approvvigionamento dagli stessi fornitori; il tutto allo scopo di minimizzare i costi di sviluppo. Ciò che invece avrebbe dovuto vedere una più estesa collaborazione era l’Anti-air warfare system (Aaws), e questo perché proprio la difesa aerea sarebbe stata la missione principale delle nuove fregate. Ma nel giugno del 1995 la situazione si modifica nuovamente visto che la Spagna decide di abbandonare lo sviluppo di tale sistema, optando per l’Aegis e i sensori a esso associati. E così, quello che si presentava già fin dall’inizio come un programma di collaborazione non troppo stringente, finisce con l’evolversi in un qualcosa di ancor più blando, con la Spagna che procede per conto proprio (per arrivare all’unità della classe Alvaro de Bazan) pur mantenendo ufficialmente aperto il rapporto di collaborazione sullo sviluppo della piattaforma, mentre Olanda e Germania danno vita a due classi di unità (rispettivamente, De Zeven Provincien e Sachsen) che per quanto tra loro piuttosto diverse, presentano comunque importanti punti di contatto nel campo dei sensori e dei sistemi d’arma, ivi compreso l’Aaws. Per quanto riguarda le unità tedesche, il programma relativo alla loro costruzione prese il via nel giugno del 1996 con la firma del contratto per la costruzione di tre fregate (più l’opzione per una quarta, peraltro mai esercitata); ad aggiudicarselo il consorzio Arge F124, il quale a sua volta ne divide l’allestimento fra i cantieri che ne fanno parte: Blohm and Voss - in qualità di capo-commessa - si occupa della F219 Sachsen (consegnata nel novembre del 2004), a Howaldtwerke-Deutsche Werft spetta la F220 Hamburg (con consegna nel dicembre del 2004) e a Thyssen Nordseewerke compete infine la F221 Hessen (consegnata poi nell’aprile del 2006). Da notare che tutti questi cantieri fanno ormai parte del gruppo ThyssenKrupp Marine Systems. Il valore complessivo del programma è stato indicato in circa 2,1 miliardi di euro, il più importante mai affrontato fino a ora dalla Deutsche marine. Dal momento del loro ingresso in servizio, tutte le Sachsen sono inquadrate nella 2. Fregattengeschwader di base a Wilhelmshaven, a sua volta inserita nella Einsatzflottille 2 che raggruppa tutte le unità d’altura della Marina tedesca. Da un punto di vista costruttivo, le Sachsen sono basate sulle precedenti unità della classe F123 Brandenburg, tanto da adottare la stessa configurazione a X per scafo-sovrastrutture; su di esse tuttavia è stato effettuato uno studio ancora più spinto per accrescerne la stealthness (radar ma non solo). Da rilevare poi come anche queste fregate facciano uso del sistema Meko - sviluppato dalla stessa Blohm and Voss - che consente l’installazione di sistemi d‘arma, sensori e altri componenti in moduli sostituibili all’occorrenza. Le dimensioni delle F124 sono dunque importanti: 143 metri di lunghezza, per quasi 17,5 di larghezza e cinque di pescaggio, con un dislocamento a pieno carico di 5.690 tonnellate. L’equipaggio, comprensivo del personale di volo, è di poco superiore ai 240 uomini ma esiste lo spazio per alloggiarne un’altra dozzina nel caso che l’unità funga da Task group commander. L’impianto di propulsione, in configurazione Combined diesel and gas (Codag), dispone di due motori diesel Mtu 20V 1163 Tb93 da 7,4 Mw ciascuno, impiegati per le andature di crociera, ai quali si aggiunge una turbina a gas Ge Lm-2500 tarata a 23,5 Mw. Combinando i motori diesel e la Tag si riescono a raggiungere velocità massime nell’ordine dei 29 nodi, con la potenza che viene trasmessa attraverso tre riduttori (due dei quali impiegati con i diesel e il terzo che collega questi con la Tag) a due eliche a passo variabile. L’autonomia, alla velocità di crociera di circa 18 nodi, è pari a 4.000 miglia, mentre quella operativa è di 21 giorni. Sono inoltre presenti 4 generatori diesel della Deutz da 1 Mw ciascuno e un impianto di stabilizzazione del tipo rudder-roll, basato cioè sull’azione dei timoni. Il sistema di combattimento imbarcato è il Sewaco-Fd (Sensor, weapon control and command) /Tacticos della Thales Nederland, che garantisce l’integrazione dei dati provenienti da tutti i sensori nonché le funzioni di comando e controllo, di supporto tattico e di gestione delle armi. Tali dati vengono quindi presentati su 17 consolle multifunzionali che ricevono, a loro volta, anche quelli provenienti dai sistemi di guerra elettronica, dal sistema integrato di comunicazione (interna ed esterna) e dall’Integrated platform management system (Ipms). La dotazione di sensori si presenta particolarmente ricca. Accanto ai due radar STN Atlas 9600-M in banda I/J compiti di ricerca di superficie e navigazione, troviamo infatti altri due apparati - entrambi della Thales Nederland - di primaria importanza soprattutto per le funzioni di difesa aerea: lo Smart-L in banda L per la scoperta aerea e di superficie a grandi distanze e l’Apar (l’Active phased array radar) in banda X; elemento centrale dell’Aaws e caratterizzato dalla configurazione a quattro facce piane fisse, esso svolge i compiti di tracciamento dei bersagli aerei e di superficie nonché la guida terminale a favore dei missili imbarcati. Troviamo poi un apparato elettro-ottico STN Atlas MSP 500 per la direzione del tiro al quale se ne dovrebbe aggiungere uno all’infra-rosso per la sorveglianza/direzione di tiro Sirius, sempre della Thales Nederland. Per quanto riguarda i sensori subacquei, da sottolineare la presenza del sonar a scafo STN Atlas Dsqs-24B. Infine, si segnalano un sistema Fl 1800 S II per le Electronic counter measures (Ecm), sei lanciatori Srboc (Super rapid bloom offboard countermeasures) per il lancio di inganni nei confronti di missili antinave, mentre nel campo delle Electronic support measures (Esm) è presente un apparato Maigret 5800 per l’intercettazione di un’ampia gamma di emissioni. Ugualmente ampia e articolata risulta anche la dotazione di sistemi d’arma. Sono infatti presenti quattro moduli a otto celle Mk. 41 Vls (Vertical launching system), per un totale di 32 pozzi di lancio; questi possono ospitare una combinazione di 32 Evolved sea sparrow missile (quattro per ogni pozzo) per la difesa aerea di punto e 24 Standard Sm-2 IIIA per quella d’area. Sono poi presenti due lanciatori quadrupli per missili antinave Rgm-84f Harpoon, mentre sempre per la difesa dell’unità sono installati due lanciatori per i Rolling airframe missile (Ram), un pezzo da 76/62 Super rapido e due cannoni da 27 mm a controllo remoto. Nel campo della lotta antisom, spiccano i due lanciatori tripli per siluri Mu-90, mentre il ponte di volo e l’hangar consentono di far operare e ospitare due elicotteri Lynx, da sostituire in futuro con gli Nh-90. In conclusione, ciò che si può dire è che la Marina tedesca, con le tre fregate F124 Sachsen, le quattro F123 Brandenburg e le otto F122 Bremen (che verranno sostituite dalle prossime F125), più le corvette K130 Braunschweig, sta allestendo una flotta dalle caratteristiche interessanti, composta da unità in grado di integrare a vicenda le proprie capacità, di operare in contesti alturieri nonché costieri e quindi capaci di affrontare gli attuali - e complessi - scenari operativi.
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