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| Anno 2009 | |
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Come abbiamo già visto, uno dei due programmi avviati in Europa dopo il fallimento del progetto Nfr-90 (Nato frigate replacement) è stato il Trilateral frigate cooperation (Tfc) program; questo, a differenza dell’Horizon avviato da Regno Unito, Francia e Italia, non ha mai però puntato a sviluppare una piattaforma comune per le Marine dei tre Paesi coinvolti quanto, piuttosto, identificare delle componenti che potevano essere adottate su tutte le unità, favorire il loro approvvigionamento presso gli stessi fornitori e facilitare lo scambio di informazioni. Solo in un secondo tempo il progetto si evolse, concentrando gli sforzi verso l’ambizioso obbiettivo di sviluppare un Anti-air warfare system (Aaws) comune alle unità di Olanda, Germania e Spagna; un passaggio che però si trasformò nel preludio al definitivo ridimensionamento del Tfc, materializzatosi con l’abbandono di quest’ultima dal programma relativo all’Aaws e la contestuale scelta del sistema di combattimento di origine americana Aegis (con i sensori a esso associato).
Fu così che i primi due Paesi, decisero di proseguire da soli nello sviluppo dell’Aaws; di lì a poco vennero raggiunte dal Canada che comunque concentrò la propria attenzione sullo specifico lavoro di sviluppo di una delle sue componenti essenziali, e cioè quel radar Apar (Active phased array) che è poi andato a equipaggiare sia le unità tedesche della classe Sachsen che quelle olandesi De Zeven Provinciën. Il coinvolgimento del Canada si spiega con il fatto che tale radar potrebbe essere installato anche sui futuri caccia della Marina di quel Paese. Se dunque il lavoro svolto in comune da Germania e Olanda ha portato da un lato alla realizzazione delle unità tedesche della classe Sachsen, dall’altro esso ha dato origine alle Lcf (Luchtverdedigings en commando fregat, cioè fregate per la difesa aerea e il comando) della classe De Zeven Provinciën. E occorre subito dire che in termini di sensori, sistemi d’arma imbarcati e caratteristiche generali, queste unità appaiono essere tra le più complete ed equilibrate della loro categoria. La storia di queste fregate ha inizio nel 1991, quando la Marina olandese (Koninklijke marine) emise un requisito per un nuovo tipo di unità da impiegare principalmente per la difesa aerea; alla fine del 1993 si giunse così alla firma di un primo contratto tra la Koninklijke marine e i cantieri Royal Schelde (oggi parte del Damen Shipyards group) per le fasi di progettazione, seguito due anni dopo da un secondo contratto per la definizione nel dettaglio e la costruzione delle prime due unità e infine, nel 1997, da quello per le restanti due. Nel 1998 veniva quindi impostata l’unità eponima, la F802 De Zeven Provinciën, seguita - a distanza di un anno una dall’altra - dalla F803Tromp, dalla F804 De Ruyter e infine dalla F805 Evertsen, tutte poi consegnate tra il 2002 e il 2005 dai cantieri Royal Schelde di Vlissingen. Le Lcf sono inserite nel Groep escorteschepen - operante dalla base navale di Den Helder - che raggruppa, oltre alle unità di scorta (le quattro De Zeven Provinciën e le due fregate Karel Doorman), anche quelle anfibie e quelle da rifornimento della Marina olandese. Il costo del programma è stato indicato in poco più 1,4 miliardi di euro (fine anni 90), anche se occorre notare che i sensori principali, parte dei sistemi d’arma e il sistema di combattimento sono stati oggetto di contratti separati tanto che stime attendibili indicano in almeno 600 milioni di euro il costo unitario. Ovviamente, come tutte le moderne unità navali, anche le linee generali Lcf indicano chiaramente quanta cura sia stata riposta nel contenimento della traccia radar; uguale attenzione è stata riposta anche su quelle di altro tipo (termica in particolare) nonché sulla sicurezza passiva attraverso la suddivisione dell’unità in sette compartimenti principali e un elevato livello di protezione per le zone vitali. In fatto di dimensioni poi, quelle olandesi sono tra le più piccole - ‘battute’ in questo senso solo dalle Sachsen - tra le unità similari in servizio oggi in Europa: 144 metri di lunghezza per 18,8 di larghezza e con un pescaggio di poco più di cinque, il tutto per un dislocamento che a pieno carico raggiunge le 6.050 tonnellate. L’impianto propulsivo presenta una configurazione Codog (Combined diesel or gas) che impiega due motori diesel Stork-Wartsila 16v6St con una potenza di poco meno di 10 Mw ciascuno, impiegati per le andature di crociera, mentre per gli spunti di velocità vengono usate altrettante turbine a gas Rolls Royce Spey Sm1C tarate a 18.5 Mw ciascuna. La potenza installata, trasmessa a due eliche a passo variabile, assicura una velocità di crociera di 18 nodi con i diesel, per un’autonomia di circa 5.000 miglia; velocità che cresce a oltre 29 nodi con le turbine a gas in azione. Sono inoltre presenti quattro generatori MAN da 1,6 Mw; le funzioni di produzione/distribuzione dell’energia elettrica, così come quelle dell’intero impianto propulsivo, di governo e stabilizzazione (di tipo rudder-roll) e di tutti gli impianti ausiliari nonché quelle di controllo danni e sicurezza, sono gestite da un Integrated platform management system (Ipms). Proseguendo con la descrizione delle De Zeven Provinciën, si giunge ora al sistema di combattimento; si tratta del diffuso Sewaco-Tacticos della Thales Nederland, questa volta in una versione XI appositamente studiata per le missioni di difesa aerea. I dati provenienti dai sensori e dai sistemi di bordo vengono quindi presentati sulle 24 consolle multifunzionali, garantendo la creazione della ‘picture’ tattica circostante l’unità, il controllo dei sistemi d’arma per le funzioni di difesa e offesa nonché di quelli di comunicazione e fornisce un rilevante ausilio decisionale. Da rilevare come le prime due unità della classe siano anche dotate di sistemazioni per il comando e controllo di task forces navali, mentre le restanti due vi sono solo predisposte; ciò significa che oltre ai 202 uomini di equipaggio normalmente imbarcati, se ne possono aggiungere altri 32 per svolgere tali funzioni. Per ciò che riguarda i sensori principali, questi sono gli stessi delle Sachsen, quindi lo Smart-L per la scoperta dei bersagli aerei e di superficie più l’Apar per il loro tracciamento e la guida terminale dei missili Standard Sm-2 e Essm (Evolved sea sparrow missile). A questi due radar se ne aggiunge un altro - lo Scout, in banda I e sempre della Thales Nederland - per la ricerca di superficie e per la navigazione, compito quest’ultimo al quale è dedicato anche un apparato della Sperry Marine. Completano la suite di sensori, un apparato di ricerca all’infrarosso Sirius e uno elettro-ottico per la sorveglianza e la direzione del tiro, entrambi della Thales Nederland; a scafo, infine, è installato un sonar STN Atlas Dsqs-24C per la ricerca e l’attacco. Differenza più marcate si riscontrano invece per quello che riguarda la componente dedicata alle contromisure; infatti, accanto ai diffusi lanciatori - quattro in totale - Srboc (Super rapid bloom offboard countermeasures) per il lancio di inganni destinati al contrasto dei missili antinave, troviamo un sistema per la guerra elettronica integrato, il Sabre della Thales, che svolge allo stesso tempo le funzioni di Electronic support measures (Esm) e Electronic countermeasures (Ecm), oltre un apparato per l’inganno dei siluri An/Slq-25 Nixie. Come accennato in precedenza, la dotazione di sistemi d‘arma presenti sulle De Zeven Provinciën si presenta come tra le più complete fra quelle delle unità similari (fregate Sachsen, Horizon/Orizzonte, Alvaro de Bazan e caccia Daring) oggi in servizio in Europa. Sul ponte di coperta a prua sono infatti installati cinque moduli per il lancio verticale Mk. 41 (con la possibilità di aggiungerne un altro) a otto celle ciascuno; la combinazione tipica di missili imbarcati è così di 32 Sm-2 e altrettanti Essm (in configurazione ‘quadpack’, cioè quattro ordigni per ogni pozzo). A questi si aggiungono due lanciatori quadrupli per missili antinave Rgm-84 Harpoon. Per la componente artiglieresca poi, spicca il pezzo da 127/54 della Oto (ricordiamo che l’Olanda partecipa al programma Vulcano per lo sviluppo di un proietto guidato a lunga gittata) oltre a un sistema Ciws (Close-in weapon system) Goalkeeper. Per il contrasto di sottomarini sono infine installati due lanciatori tripli per siluri leggeri da 324 mm Mk 46, mentre le dotazioni aeronautiche consentono di far operare uno/due elicotteri Lynx o, in futuro, Nh-90. Ma vi è un altro aspetto da sottolineare, le capacità di scoperta dello Smart-L (soprattutto in fatto di portata) rendono le unità dotate di questo apparato - e di idonei sistemi di lancio per missili - particolarmente adatte ad assolvere il compito di difesa nei confronti di missili balistici; a questo proposito, e a differenza della Marina tedesca per le proprie Sachsen, la Koninklijke Marine acquisterà alcuni missili Standard Sm-3, sviluppati proprio per questa specifica missione. Non solo, per quanto non finalizzata, era stata anche valutata l’opzione di acquistare alcuni missili da crociera Bgm-109 Tomahawk. Il tutto a conferma della validità di una piattaforma che conferisce alla Koninklijke Marine capacità di tutto rispetto; capacità che, a dispetto del ridotto numero di unità in servizio, la pongono fra quelle di un certo ‘peso’ nel panorama di quelle europee.
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