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| Anno 2009 | |
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In questi giorni le fonti autorevoli che pontificano in materia di soldati nelle strade d'Italia si stanno moltiplicando. Fra le ultime esibizioni c'è la dichiarazione d'intenti del presidente del Consiglio circa l'eventuale impiego di trentamila militari che, a quanto è dato capire, starebbero oggi a far la guardia al Deserto dei Tartari invece di fare il loro naturale mestiere (che – sempre da quanto è dato capire – consisterebbe invece nel fare la guardia alle discariche e nel raccogliere immondizie).
A prima vista potrebbe non valere la pena di dar peso a certi "argomenti" ampiamente autodissolventisi, senonché la formale autorevolezza con cui vengono pronunciate certe lepidezze – ambientata nelle dolorose contingenze attraversate dal Paese – giustifica una certa preoccupazione per le possibili conseguenze operative. In primo luogo sarebbe bene che le citazioni storiche o letterarie fossero calzanti. Il richiamo al buzzatiano Deserto dei Tartari e al film di Valerio Zurlino avrebbero un indubbio valore come icona del dramma esistenziale di una vita (nella fattispecie quella del tenente Drogo) consumata nell'attesa di una catarsi che le viene negata. Nel nostro caso si tratta del compito delle forze armate. E conviene notare che questo non doveva essere lo scopo degli autori citati, visto che proprio alla fine del racconto – quando il dramma si è ormai consumato - la tanto temuta invasione dei tartari si verifica, dopo i molti anni in cui la presenza di una corposa guarnigione nella Fortezza Bastiani aveva contribuito a scongiurarla. Quanto alla incredibile leggerezza con la quale politici e media trattano le cose militari, sarebbe davvero il momento che gli addetti ai lavori facessero esplodere il dissenso in tutte le forme istituzionali possibili. Si rileggano quantomeno le dichiarazioni del generale Castagnetti in Commissione Difesa del Senato per farsi un'idea realistica delle condizioni della Forza Armata più toccata dalle attuali missioni anomale. Si calcoli il numero dei militari impegnati oggi nelle missioni all'estero. Si valutino le esigenze di turnazione e le connesse necessità di addestramento. Si ponga una buona volta il problema politico-strategico delle finalità delle forze armate e delle loro conseguenti esigenze amministrative, addestrative, logistiche, operative. Il Paese deve sapere la verità, con tutte le motivazioni tecniche del caso.
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