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| Anno 2009 | |
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Asini carichi di legname e fieno, capre smagrite, case di fango con tetto di paglia e camion carichi all’inverosimile sono immagini che quotidianamente si vedono nelle zone periferiche di Abechè, quarta città del Ciad e capoluogo della provincia di Ouaddai con una popolazione di circa 80mila persone; si ha la sensazione di essere protagonisti di qualche documentario, ma proprio qui si riflette sul senso della vita, cioè di quanto basta poco per trovare un momento di felicità ma di quanto manca tanto per viverla a lungo.
E’ qui che dallo scorso marzo è presente un contingente militare, denominato task force Ippocrate, costituito da un centinaio di militari, provenienti da tutte le quattro forze armate, schierato all’interno di una base francese esistente da oltre 20 anni denominata Camp Croci. Al comando del contingente nazionale interforze, che opera nell’ambito della missione europea di transizione Eufor Tchad-Rca, il colonnello di fanteria Giorgio Bertini. Il contingente comprende un ospedale da campo militare, con personale sanitario altamente specializzato e in grado di effettuare qualunque intervento d’urgenza, proveniente prevalentemente dal policlinico militare Celio di Roma; il supporto logistico è garantito dagli uomini del reparto sanità del 10° reggimento di manovra di Persano (Salerno), mentre le comunicazioni, da e per l’Italia, sono gestite da una compagnia trasmissioni del 232° reggimento di Avellino; fa parte della task force Ippocrate anche un nucleo di carabinieri provenienti dal 13° reggimento Fiuli Venezia Giulia. La missione africana rientra nell’ambito della risoluzione 1778, del 25 settembre 2007, con la quale il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha autorizzato il dispiegamento nella Repubblica Centro Africana (Rca) e nella Repubblica del Ciad di un contingente militare a guida Unione Europea (Eufor) in supporto alla missione delle Nazioni Unite (Minucart). L'operazione militare ha l'obiettivo di contribuire alla stabilizzazione dell'area al confine con il Darfur, al fine di facilitare la distribuzione degli aiuti umanitari, contribuire alla protezione dei civili in pericolo e favorire il ritorno dei profughi. La struttura ospedaliera da campo, del tipo Role-2, è impiegata unitariamente ad Abechè, quarta città del Ciad e capoluogo della provincia di Ouaddai. La città ha una popolazione, la cui aspettativa di vita difficilmente va oltre i 40 anni anche a causa della pandemia dell’Aids che colpisce quasi la metà degli individui. L’ospedale militare italiano fornisce cure sanitarie e supporti medici, con livelli qualitativi pari agli standard europei. Compito dell’unità è garantire il sostegno sanitario al personale Eufor, al personale civile dell’UE, a quello della operazione Minurcat, ai civili feriti nel corso di operazioni Eufor e di assistenza umanitaria; infatti dallo scorso 2 giugno l’ospedale è aperto anche alla popolazione locale. Oltre a fornire le cure sanitarie, i militari italiani hanno distribuito finora numerosi aiuti umanitari giunti dalla città di Vicenza. In particolare, sono stati portati biscotti e latte all’orfanatrofio e consegnati, oltre che un’ambulanza, anche medicinali e presidi sanitari per circa 20mila euro all’ospedale civile regionale della città ciadiana. Altre opere di solidarietà e beneficenza sono in programma, grazie all’opera di associazione Onlus di Bologna, Salerno, Caserta, Napoli e Avellino, con cui il contingente italiano mantiene diretti contatti. Fonte: Contingente Italiano in Ciad
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