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| Storie militari di gente comune | |
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Immaginate un allievo del 12° corso* già anziano, vestito di tutto punto con uniforme storica e spadino, che passeggia (siamo nella primavera del 1957) per i portici di Modena. Lo immaginate solo naturalmente o al massimo con qualche collega in libera uscita con lui. E invece no. Quell'allievo, che ero io, cammina fieramente al fianco di una fanciulla modenese. Fortunosa coincidenza o incauto appuntamento?. La memoria non mi aiuta di più.
Erano trascorsi pochi minuti dal nostro incontro e camminavamo spediti, forse verso qualche cinema della città, quando silenziosa come un'ombra mi si parò mezza di fronte e mezza di fianco la figura inespressiva di un allievo del primo anno. Dandomi del "lei", per quel senso di religioso rispetto che i cappelloni* nutrivano nei confronti degli anziani ormai in dirittura di arrivo (e anche perché la circostanza lo richiedeva), mi fece capire che un ufficiale voleva parlarmi. In effetti, discretamente defilato dietro una colonna dei portici, un giovane ufficiale di inquadramento con una faccia di servizio che di più non si può, dopo essersi accertato che la fanciulla non fosse a me apparentata (una sorella andava bene), mi intimò di rientrare a Palazzo* e di presentarmi all'ufficiale di picchetto. Lo sviluppo della pratica mi portò in dono sette giorni di "Cpr", con la seguente motivazione: "Si accompagnava a giovane donna non legata a lui da stretti vincoli di parentela". Ora che le fanciulle vivono persino a Palazzo, equiparate in tutto e per tutto agli allievi maschi, c'è da sorridere, ma i sette giorni di rigore dimostrano quanto allora i tempi fossero duri per noi e anche molto bigotti. Devo dire tuttavia che passato il primo scoramento, mi convinsi che la motivazione era più che nobile per un cadetto di belle speranze, come potevamo tutti definirci a poca distanza dalla conclusione degli studi, costretti tra l'altro da circa due anni ad una vita quasi monastica. E qualche giorno più tardi l'episodio incominciò ad assumere una fisionomia del tutto diversa. Un innocua passeggiata acquistò, a poco a poco, il sapore di una piccola avventura.
* Ripubblicato per gentile concessione di Collezioni-f.it
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