Storie militari di gente comune

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Infodoc

di Giuseppe Sfacteria

Metà anni '90. Una nave scuola della Marina militare. Fine settembre. Lasciate le coste lusitane e i consueti moli gremiti di 16/39enni (queste ultime vere o dichiarate), l'equipaggio si apprestava alla tratta più lunga di tutta la campagna addestrativa: sedici giorni di mare, solo mare, con partenza da Oporto e arrivo a Portoferraio, tradizionale meta finale per gli allievi del primo anno dei corsi normali (i cadetti, per farla breve) dell'Accademia navale.

Occorreva - pensavo - quale "giullare titolare" di bordo, fare qualcosa per mantenere alto il morale del personale nei sedici lunghissimi giorni di navigazione necessari per raggiungere la meta, quasi equamente divisi tra l'onda lunga dell'oceano atlantico e le "shakerate" del Golfo del Leone, avendo ben presente che - come avviene normalmente - a bordo, dopo le canoniche 24 ore, sarebbe svanito il pensiero della compagnia dell'ultimo porto per ridare spazio, in mancanza di fantasie su nuove eccitanti avventure, al mesto pensiero di una macerante routine lavorativa di porto o, peggio, alle domande di fidanzate, mogli, suocere, figli, nipoti. O ancora, e per i più sfortunati, al lavoro di fabbrica, al papà che ti vuole ingegnere o infine alla disoccupazione (cosa peraltro insopportabile per chi si era sorbito, negli ultimi mesi "posti di manovra" a 40/50 metri di altezza con venti da far paura ai santi del paradiso).

Sembra cosa inverosimile ma - erano solo dieci anni fa - l'unico legame che in quegli interminabili giorni ci avrebbe tenuti collegati al mondo e alle sue vicende sarebbero stati gli "infodoc" dello stato maggiore e null'altro. Cos'è un infodoc? E' una specie di notiziario che riporta le principali notizie del giorno. Una rassegna stampa telegrafica, ricevuta dalle unità navali con la stessa partecipazione emotiva con cui Mosè ricevette le tavole della Legge.

Nonostante l'attesa suscitata, l'infodoc sia per il carattere ufficiale sia per la forma telegrafica diventava, dopo i primi giorni di mare, una normale pratica d'ufficio. Ci si alzava, si espletava il rito delle abluzioni mattinali, dopodiché, recatisi in quadrato* per la colazione, l'infodoc, giunto nottetempo, diventava oggetto di una rapida occhiata, il cui tempo era equiparabile a quello che il presidente di un'azienda come la Fiat può dedicare alla lettura delle richieste di sponsorizzazione provenienti dall'associazione per la tutela del geco da muro.

Arriva l'idea. Acquisito il ridanciano benestare del comandante in seconda, mi sarei occupato di inserire nei vari infodoc alcune "bufale", notizie fasulle scritte in modo tale da poter sembrare vere, giusto per offrire alcuni momenti di sana, semplice, inutile discussione all'equipaggio, orfano da mesi del famoso quotidiano rosa, la cui presenza avrebbe reso perfettamente inutile l'obiettivo dianzi enunciato.

Confidando nel fatto che il comandante in seconda avrebbe certamente riferito al comandante quanto concordato, inserii nel primo infodoc - eravamo già al terzo giorno di splendido isolamento - la falsa notizia dell'improvviso afflosciarsi del seno destro di una nota attrice plastificata (evito il nome perché vivo di stipendio) nel corso della cerimonia di premiazione del famoso "Festival del teatro sociale di Stoccarda". Argomenti del giorno dopo: legittimità del ricorso al chirurgo estetico, rischi connessi, misura esatta del seno femminile e in ultimo "sarà rifatta, ma è rifatta bene! Fatto un breve 'tagliando', tornerà come prima".

Passati tre giorni, nuova incursione in stazione radio. Questa volta l'argomento era proprio calcistico, mirato a colpire il commissario di bordo, mio diretto superiore e genoano sfegatato. "Al Wallid Bin Talal, Sultano del Brunei, ha acquistato la squadra del Genoa. Nel rendere noto l'avvenuto acquisto, il Sultano ha confermato di aver già acquistato il brasiliano Bebeto e di essere in trattativa per l'acquisto del liberiano George Weah. Nell'attesa della formalizzazione delle pratiche di trasferimento dei capitali, la presidenza della gloriosa società è stata affidata all'avvocato Sergio Maria Carbone, noto internazionalista e famoso tifoso genoano".

Ovviamente non mancarono le discussioni da osteria sugli altri possibili colpi di mercato. Il commissario di bordo nel frattempo andava in giro come se avesse la coda del pavone. "Non ce n'è più per nessuno" andava dicendo in giro e assicurava gli scettici che "il prossimo anno anche noi ci cuciremo la stella".

Quando gli confessai che si trattava di una burla (era seriamente convinto di buttare i propri sudati capitali in azioni della società dei supporter del Genoa, perché "andranno a ruba!") mi confessò di aver inizialmente dubitato, ma di essersi poi convinto perché solo uno veramente dentro il mondo dell'informazione poteva sapere che l'avvocato Carbone era membro del direttivo sociale. Non sapeva che il professor Carbone era stato mio docente di diritto internazionale. La sua debolezza calcistica era così nota che girava voce che di fronte ai colori rosso-blu si indebolisse come Sansone dal barbiere. All'esame ("non è vero, ma ci credo", diceva De Filippo) mi presentai con camicia blu e cravatta rossa. Un successo. Però, avevo studiato.

Altri 2 giorni e altra bufala. Siccome la riforma delle pensioni veniva data ormai per imminente, mi recai in segreteria amministrativa e, recuperati i dati di arruolamento di un capo di 1^ classe che si distingueva per il morboso attaccamento al denaro, produssi la notizia.

"Varata dal governo, nella seduta notturna, l'attesa riforma pensionistica. Il provvedimento, per quanto concerne le FFAA-FFPP presenta i seguenti tratti essenziali: (1) istituzione del doppio sistema retributivo-contributivo; (2) per il personale soggetto al contributivo è previsto: innalzamento dell'età pensionabile a 65 anni; riduzione a un solo anno dei periodi di servizio utile cumulabili; riduzione del periodo di ausiliaria a diciotto mesi. (3) per il personale soggetto al sistema retributivo è previsto: "scivolo" consistente in riduzione dell'anzianità contributiva massima a 30 anni; possibilità di cumulare fino a 8 anni di servizi speciali (per es. imbarco); periodo di ausiliaria elevato a 13 anni. Il legislatore ha fissato a tutto il giorno 31.08.1973* il termine di applicazione del sistema retributivo. Al personale arruolato dopo tale data si applicherà il sistema contributivo come descritto al punto (2). Con separato messaggio Maripers indicherà le disposizioni applicative di dettaglio".

La notizia era stata fatta volutamente in termini iperbolici. Spesso, infatti, quanto più una cosa è incredibile, tanto più si trovano persone disposte a credervi. Però il vero colpo gobbo lo fece il sergente contabile, che avevo messo a parte della mia subdola azione. Il caro sergente, infatti, non si mise d'accordo con il collega telegrafista? Eh già! L'infame sostituì la data di arruolamento del capo di 1^ classe, vittima designata, con quella del comandante.

Erano circa le due del mattino quando il comandante - che da buon velico amava comandare posti di manovra alle ore più impensate e che era particolarmente insonne, forse anche per una visibile tendenza a cenare pesante - lesse il messaggio. Alle due e dieci, il commissario di bordo era al cospetto del comandante per aiutarlo a interpretare il messaggio.

"Commissario, che significa questo? Non può essere! Tutto questo non è assolutamente legale! Ma come si fa! Prepari subito un messaggio a Maripers chiedendo direttive. Faccia riferimento al fatto che siamo in mare e che non abbiamo mezzi di informazione. Commissario, come si fa un ricorso?" Queste, secondo le parole del mio capo, le domande che il comandante si faceva. Pallido al volto, alito da anaconda furiosa, thermos bollente di caffè (era per le cinque persone di guardia in plancia) scolato nel tempo di dire "Comandante, mi scusi, sarebbe per…".

"Comandante, non si preoccupi, vedrà che il messaggio è monco. Sa come succede, alle volte il furiere salta qualche riga e il senso è stravolto. Domani le mando il mio sottordine. Lui è fresco di studi, le saprà fornire sicuramente ogni informazione". L'indomani, all'assemblea dei reparti, il commissario mi guardava tra l'incavolato ed il sornione. Forse pregustava la scena del mio presentarmi al comandante. Ebbene…

"Comandi, comandante! Vengo per quel messaggio delle pensioni. Se mi permette, credevo che il Comandante in seconda l'avesse avvertita che…" "Lascia stare, lascia stare, è tutto a posto. Io non ci entro." "Comandante volevo dire … per tenere su l'equipaggio, abbiamo … ho fatto qualche scherzo…" "Tutto a posto, tutto a posto, per pochi giorni sono salvo. Beata naja. Dopo che il commissario è andato via, stamattina, in plancia abbiamo parlato. Il sergente occhiere che stava al timone mi ha fatto pensare che avevo fatto qualche giorno come soldato di leva".

"Comandante, mi scusi, volevo dirle che quel messaggio, le pensioni, lo scivolo, sono tutto uno scherzo. Non c'è nulla di vero in quel messaggio". "Sì, sì caro commissario tutto a posto. Io sono stato arruolato dall'Accademia nel giorno del messaggio, ma avevo fatto qualche giorno al CAR, prima. Stamattina alle otto ho telefonato a Maripers e ho chiesto se quei pochi giorni di servizio valevano, anche se non avevo ancora giurato. Il direttore della divisione me lo ha confermato. Ed era pure un po' stizzito. Ha strillato come un gatto in amore quando gli ho detto che a noi era già arrivato il messaggio delle pensioni. Gliel'ho letto e s'è arrabbiato due volte. Prima perché a Maripers nessuno ne sapeva niente. Secondo perché lui è uno di quelli che va nel contributivo. Ma io no, io sono salvo".

"Comandi, comandante, con il suo permesso torno in cassa.". "Vada, vada e prepari una nota per l'equipaggio, non appena arriva il messaggio di Maripers" Sbattito di tacchi e via. Fine del sudore. Sotto le ascelle avevo un allevamento di trote fario. Quindi, di corsa in cassa. Vi trovai il sergente che mi guardava con uno sguardo così canaglia che, se ci fosse stato Leonardo, avrebbe fatto un quadro ancor più bello e misterioso della Gioconda.

"Ma sei impazzito - gli dissi - hai cambiato la data, sei un folle! Meno male che ti sei sbagliato con la data di arruolamento. Il comandante aveva qualche giorno di servizio militare precedente. Dio, grazie. Mi vedevo già a Pantelleria a contare le onde!"

"Sbagliato, io? - mi rispose con l'aria dello scassinatore - Secondo te chi si è messo d'accordo con il sergente nocchiere dicendogli di far notare al comandante che se uno aveva fatto il militare prima dell'Accademia, quello valeva come servizio militare?". Rimasi di stucco. Quella frase del film Amici miei "Che cos'è il genio?: fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione" gli calzava a pennello.

Mi inchinai come il maestro si sottomette all'allievo che lo supera nell'arte. E pagai un pegno d'onore. Un supercappuccino con brioche calda in quadrato ufficiali. Poi tutti nel camerino del commissario a schiantarsi dalle risate.

Il comandante in seconda mi avvisò: "Fra breve saremo vicini alle Baleari. La gente comincia a sentire aria di casa. Mi raccomando, basta scherzi. Ah, ho chiamato Maripers. Ho avvisato che si trattava di una burla. Stanno ancora ridendo!"

*
Quadrato: a bordo, corrisponde al circolo
Capo di 1^ classe: grado di sottufficiale corrispondente a maresciallo maggiore dell'Esercito
FFAA-FF.PP: Forze armate e Forze di polizia
31.08.1973: Data di arruolamento del "famoso" capo di 1^ classe
Maripers: Direzione generale per il personale militare della Marina (ora soppressa)

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