Storie militari di gente comune

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L'ultima lettera

di Giuseppe

Carissima Mamma,

mentre stavo preparando l'equipaggiamento per partire mi hanno dato la tua cara lettera. Mi sono subito precipitato a leggerla. Come vedo state tutti bene e questo mi fa molto piacere. Io sto godendo di un'ottima salute. Non faccio più niente. Ormai come sai mi arrangio a fare l'idraulico. Il capitano l'ha saputo e mi ha messo a riparare lavandini, gabinetti e docce. Ora il maggior tempo lo trascorro in compagnia a lavorare mentre tutti gli altri escono tutti i giorni a fare marce da 10, 15, 20 Km.

Come hai letto al principio della lettera che sto preparando l'equipaggiamento per partire. Devi sapere che stanotte (martedì 9) ore 3 parto per la Sicilia a fare un lancio con gli Inglesi e aerei Inglesi. Giovedì e venerdì abbiamo altri lanci in Sardegna. Questa settimana sarà una delle nostre missioni più impegnative. Come vedi ho davanti una settimana abbastanza movimentata, con molta strada da percorrere. Si parla che siano all'incirca 200 Km, compresi quelli della Sicilia e Sardegna.

Quando tornerò ti saprò dire qualcosa su come ho trascorso questa settimana perché da come si presenta ho l'impressione che non avrò la forza di scriverti. Pensa che mi dovrò portare sulle spalle un cannone da 57 mm senza rinculo, uno zainetto con giacca a vento, sacco a pelo che ci serve la notte per dormire, elmetto, borraccia, maschera antigas, pugnale e un cambio di biancheria. Dopo gli alpini dicono che camminano molto e si portano il peso sulle spalle. Non farci caso alla scrittura, un po' di fretta ma un po' sono emozionato perché entro 10 ore mi troverò sull'aereo pronto per il decollo.

Domenica sono stato a trovare la zia Nazarena stanno tutti bene mi hanno detto di salutarvi tutti. La scuola va bene abbiamo avuto una settimana di ferie , questa sera incomincio di nuovo , poi dovrò sospendere per qualche giorno per i lanci ma da lunedì in poi incomincerà tutto normalmente , non puoi sapere che sacrificio è frequentarla vedere i miei amici che vanno in libera uscita invece io con i libri sotto il braccio mi vado a chiudere dentro un'aula per 4 ore , quando torno gli altri sono già a letto da un'ora ed io ho ancora la branda da fare.

Venerdì scorso ho incominciato di nuovo con il dentista a far riparare tutti i denti e mettere quelli che mi mancano. Gli ho lasciato 10.000 lire di acconto. La cifra per mettere tutto a posto ammonta a circa 70.000 lre, così sarò ancora più al verde, ma con ancora un po' di sacrificio penso di farcela. Devi sapere che mi hanno pure aumentato la paga ora è di 500 lre al giorno più 45.000 lire di aeronavigazione. A fine mese è abbastanza un bel gruzzolo che prendo.

(Malattie) soffro un po' di male al ginocchio ancora da quando sono caduto a sciare. Il dottore mi ha fatto portare la fascia elastica , ogni tanto mi scende ancora il sangue dal naso, e un po' di raffreddore.

Credo di averti detto tutto, anche se la scrittura è un po' confusa ma con un po' di pazienza ce la farai a decifrarla. Chiudo incaricandoti di salutarmi caramente Papà, Ornella, Pietro, Italo e nonna, zii e zie. Ti lascio un profondo abbraccio, tanti bacioni affetuosamente tuo figlio Giuseppe.

Martedì 9 novembre 1971, poco dopo le tre di notte, Giuseppe s'inabissò con il C-130 inglese e altri 46 giovani paracadutisti in servizio di leva nella brigata "Folgore". La mamma Caterina, avvertita della sciagura, partì per Livorno dove rimase fino al ritrovamento del corpo del figlio, il 18 dicembre. Lesse la lettera al rientro a casa. In seguito ne consegnò fotocopia a Paolo Frediani, Presidente del Comitato Onoranze Caduti della Meloria, che ce l'ha fatta pervenire.

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