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| Storie militari di gente comune | |
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La mia croce, la mia limitazione (allora negli anni 70 ancora non era possibile l'intervento refrattivo) ed io che sognavo il grigioverde. Mi rendevo conto delle limitazioni che le mie due diottrie mancanti ponevano ai miei sogni. Non accettavo il limite, ma l'avrei superato ignorandolo. Ero in Esercito; non sarei stato mai parà, ma comunque ero in divisa alla Scuola allievi sottufficiali e tanto mi bastava. Gli occhiali erano lì, ma non mi limitavano.
Al Cagsm* inizialmente li tenevo; poi, presa confidenza, li toglievo e pur senza focalizzare i dettagli, superavo gli ostacoli; ero oltre il mio limite. Il 2 giugno del 1973 rientro della bandiera dell'Istituto dalla parata ai Fori Imperiali. Sono capoposto; il capitano d'ispezione vuole far bella figura e quel quattrocchi che gli sta dinanzi è perfetto nella sua forma fisica, nella sua divisa estiva perfettamente stirata, ma quegli occhiali, che poca marzialità, che sedentarismo ispirano… Mi guarda e torvo mi dice : voglio sentire gli ordini dall'altra parte del piazzale. Chi conosce il piazzale della Sas sa di cosa parlo. Ci sono due battaglioni schierati e gli ordini toccano a me. Sono felice, ma ho paura di non farcela. L'istinto mi guida e tiro via gli occhiali. Pazienza, non vedrò granché, ma ritrovo la serenità lattiginosa della mia miopia. Ci siamo. Mi avvertono di preparami. Chiamo la schierante. Dò gli ordini con una sicurezza e una tonalità di voce che non sono mie. Rientra la Bandiera; ne leggo i colori; tiro fuori i polmoni; il mio “At-tenti!” lacera l'aria; il mio “Presentaaat-arm!” è il più forte che abbia mai più gridato; in un attimo l’alfiere mi supera; la tromba suona tre squilli; inizia l'Inno; le mie paure sono finite. A volte basta il cuore per vedere. Ora tocca al Comandante; richiamo la schierante; il capitano d'ispezione mi guarda, mi dà una pacca sulla spalla e mi dice: “…e brav' prufessò!” A cinquanta anni e passa è il più bel complimento che abbia mai ricevuto. *Cagsm, Centro addertramento ginnico-sportivo militare, detto anche ‘Percorso di guerra’.
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