Amianto floccato: che cos’è e come si bonifica

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L’amianto floccato un materiale che pochi conoscono ma è importante approfondire l’argomento perché si tratta di prodotti particolarmente pericolosi. Questa tipologia di amianto viene mescolato con dei leganti per realizzare dei manufatti utilizzabili in tanti contesti diversi. Per esempio, le fibre di amianto possono essere mescolate al gesso oppure al cemento. In quest’ultimo caso, si parla di cemento amianto, prodotto assai diffuso purtroppo. L’amianto veniva anche utilizzato per realizzare intonaci e stucchi in tanti edifici diversi.

In passato il pericoloso amianto, noto anche come asbesto, veniva peccato proprio come fosse una Malta. Il motivo per cui così spesso si utilizzava questo prodotto, riguarda la capacità di resistere agli incendi. Inoltre, aveva proprietà fonoassorbenti e contanti. Per queste ragioni spesso l’amianto può essere ritrovato all’interno degli edifici di ogni genere, da quelli privati a quelli pubblici. L’amianto poteva anche essere applicato tramite spruzzo. Infatti, spezzare l’amianto era molto comune nel settore dei trasporti Dove nessuna esigenza dico inventare veicoli diversi come treni, bus, aerei e navi.

Testo nuovo essere contenuto all’interno di muri, colonne, trave, solette etc. Grazie all’utilizzo dell’amianto sbloccato tali strutture riuscivano a garantire una grande resistenza e robustezza in caso di incendio e non solo. All’interno dei muri di casa esiste il rischio di domani parti in amianto che vanno quindi smaltite correttamente grazie agli addetti in questo settore.

Come avviene lo smaltimento

Lo smaltimento amianto a Roma può avvenire in modi diversi in base tipo di prodotto rilevato alle sue condizioni. Inoltre, gli esami tengono anche conto dell’estensione del prodotto. Se è possibile e il manufatto è deteriorato, si procede con la rimozione. Se non fosse possibile, gli addetti dello smaltimento amianto a Roma posso procedere con l’incapsulamento, cioè la stesura di schiume e prodotti a spruzzo che ristabiliscono la barriera continuativa senza disperdere così le pericolose fibre. Esiste anche il protocollo del confino che prevede la realizzazione di coperture e sovrastrutture per contenere il prodotto pericoloso E lontano dalle persone senza che ne entrino in contatto.